Quantcast
lunedì 8 agosto - Aggiornato alle 23:01

Omicidio Mez, è battaglia sull’arma del delitto. I periti: «Aprire quel coltello». Il no dell’accusa

La questione posta dai due periti sabato mattina in udienza ha scatenato le immediate reazioni delle parti. «Non è contemplato nei quesiti della corte» ha detto l'accusa, mentre le difese accolgono positivamente «tutti gli accertamenti per arrivare alla verità»

di Maurizio Troccoli e Francesca Marruco

Hanno chiesto di poter aprire il manico del coltello considerato l’arma del delitto. I due nuovi periti, i professori Carla Vecchiotti e Stefano Conti dell’istituto di medicina legale dell’università La Sapienza di Roma, hanno inaugurato il loro lavoro creando immediatamente  un contenzioso tra accusa e difese. Prestato il giuramento di rito e chiesti i 90 giorni per espletare il loro lavoro, Conti e Vecchiotti hanno subito posto un quesito che ha scatenato le immediate reazioni delle parti. «Ove e qualora fosse possibile – ha detto  il professor Conti alla corte – possiamo aprire anche il manico del coltello?». Il silenzio dura un attimo. «Non è contemplato nei quesiti della corte», dice l’accusa. «Ben vengano tutti gli accertamenti per arrivare alla verità», sostengono invece le difese in modo unanime.

Il no di accusa a parte civile Si è aperta così sabato mattina la nuova udienza in corte d’assise d’Appello, a Perugia, che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito, già condannati in primo grado per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, rispettivamente a 26 e a 25 anni di reclusione. Una richiesta, quella di volere approfondire le analisi su un reperto già ampliamente esaminato in fase d’indagine,  e che in primo grado è stato considerato l’arma del delitto, che ha fatto sobbalzare  i membri dell’accusa,  rappresentata oggi in aula dal procuratore generale Giancarlo Costagliola e dal pubblico ministero Manuela Comodi, e gli avvocati di parte civile, tra cui Francesco Maresca. L’accusa non ha presentato formale opposizione, mentre la parte civile sì. «E’ una richiesta che non può essere accolta» hanno detto i rappresentanti dell’accusa e i legali dei familiari di Meredith Kercher.

Le difese: sì agli approfondimenti Le difese Knox e Sollecito hanno invece prevedibilmente detto sì «ad ogni possibilità di approfondimento, poiché il processo ha sempre l’obiettivo di approdare alla verità». Una mossa inaspettata quella dei due periti a cui è stato dato un mandato «sintetico, ma generale ed ampio», come definito dal presidente della corte d’assise d’Appello, con il quale dovranno valutare se esistono ancora su quei reperti tracce biologiche di una quantità tale da potere essere analizzate,  ed in tal caso procedere con l’analisi, oppure valutare semplicemente le procedure adottate dalla Scientifica per l’analisi dei reperti e l’attendibilità dei risultati stessi.

Novanta giorni di tempo Il presidente della Corte d’assise d’appello Claudio Pratillo Hellmann ha infine disposto che, qualora i periti dovessero ravvisare «l’assoluta necessità» di aprire  il manico del coltello per approfondire le loro analisi, presenteranno un quesito specifico che verrà valutato al momento debito. I nuovi periti hanno chiesto novanta giorni di tempo per espletare la loro perizia. Hanno comunicato che inizieranno le analisi sul coltello e sul gancetto del reggiseno di Meredith il 9 febbraio ed entro il 9 maggio depositeranno le loro conclusioni. Queste potranno essere valutate dai periti di parte fino al 21 maggio.

Il clochard Curatolo sarà controprova dell’accusa Intanto, la Corte, di comune accordo con le parti, ha individuato altre tre udienze: il 12 e il 26 marzo e il 16 aprile. In quelle udienze verranno sentiti dapprima i testimoni della difesa Sollecito ammessi la scorsa udienza, poi quelli che la procura ha chiesto di ascoltare come controprova, tra cui il clochard Antonio Curatolo. Curatolo, che in primo grado era diventato uno dei testimoni chiave del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, verrà quindi nuovamente sentito. Oltre al clochard Antonio Curatolo che in primo grado disse di aver visto Amanda e Raffaele nei pressi della casa del delitto, la sera in cui Meredith venne uccisa, la procura ha chiesto e ottenuto che vengano ascoltati la dirigente della sezione omicidi della squadra mobile di Perugia, Monica Napoleoni, e l’ufficiale di polizia municipale Isabella Lucarelli.

C’erano o no gli autobus? Tutti e tre i testimoni dell’accusa mirano a smentire quanto sostenuto dalla difesa di Raffaele Sollecito. Gli avvocati Luca Maori e Giulia Bongiorno con le loro indagini difensive hanno infatti intenzione di dimostrare che  la sera dell’omicidio di Meredith Kercher, il primo novembre del 2007, nel punto in cui Antonio Curatolo disse di aver visto Amanda e Raffaele, nel campetto da basket di piazza Grimana, non c’erano navette in partenza per le discoteche del perugino, non c’era alcun autobus, come invece afferma Curatolo, in quanto i locali erano chiusi. I testimoni della procura affermeranno invece che quella sera c’erano comunque degli autobus in transito e alcuni locali erano aperti. In ultima istanza poi, sarà lo stesso Antonio Curatolo a riferire nuovamente sulla circostanza e a chiarire definitivamente la questione, ricordi permettendo.

Le difese si sono opposte alla controprova Le difesa Knox, con gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova,  ha fatto opposizione alla richiesta dell’ammissione della controprova della procura generale, definendola «inammissibile»mentre la difesa di Raffaele Sollecito ha chiesto l’esclusione solo per il clochard Antonio Curatolo. La corte, dopo essersi ritirata in camera di consiglio, ha deliberato l’ammissione delle richieste della procura generale.

Si profila battaglia tra le parti Dal clima di sabato mattina e delle scorse udienze si evince una generale tensione tra le parti che non perdono occasione per darsi battaglia. Non c’è stato un aspetto su cui accusa, parte civile e difese non abbiamo obbligato la corte a ritirarsi in camera di consiglio per decidere. Dalle questioni più squisitamente giuridiche a quelle più di sostanza. Solo per portare l’ultimo esempio, sabato mattina, in apertura, l’avvocato della famiglia Kercher Francesco Maresca ha chiesto che venissero restituite alle difese tutti i materiali acquisiti nella scorsa udienza dalla corte non riguardanti le testimonianze ammesse. La corte si è ritirata in camera di consiglio e, dopo un’ora circa, ha deliberato di restituire i documenti alle parti. Dopo che la volta scorsa già accusa pubblica, accusa privata e difese avevano a lungo discusso sulla questione.

Nuova perizia e ipotetici scenari Se, in via ipotetica, le conclusioni dei nuovi periti dovessero divergere da quelle raggiunte dalle stesse analisi in primo grado, si preannuncerebbe una lunga battaglia. A cui, non senza difficoltà, data anche l’esistenza di una condanna passata in giudicato (Rudy Guede condannato in concorso con Amanda e Raffaele) la Corte d’assise d’appello dovrà mettere fine decidendo una cosa piuttosto che l’altra. Lo stesso presidente della Corte d’assise d’appello ha sostenuto che «noi processiamo Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ma se sui reperti i periti dovessero trovare altre tracce, si dovrà riferire tutto alla procura». Se invece, come sostiene l’accusa, dall’analisi emergerà solo l’ottimo lavoro della polizia scientifica e la responsabilità dei due imputati, la strada maestra dovrebbe essere una sola. In ogni caso, date le udienze fissate questa mattina, è impossibile pensare ad una sentenza di secondo grado almeno prima di giugno.

3 risposte a “Omicidio Mez, è battaglia sull’arma del delitto. I periti: «Aprire quel coltello». Il no dell’accusa”

  1. […] This post was mentioned on Twitter by Andrew Lowery, Injustice in Perugia. Injustice in Perugia said: Amanda Knox, the new experts: that knife to be opened to see clearly | Umbria24.it http://t.co/SatwLhK […]

  2. Michelle Moore ha detto:

    “Antonio Curatolo. Curatolo, who at first instance had become one of the key witnesses in the trial of Amanda Knox and Raffaele Sollecito, will then be heard again. In addition to the homeless Antonio Curatolo said that at first instance to have seen Amanda and Raffaele near the house of the crime, the night Meredith was murdered”

    I cannot believe that the key witness is a HOMELESS man is being given this much leverage. The Offence says they think he’s correct even bus drivers testified today that there no buses running and that the disco’s were closed.
    I DID hear that there were some buses and some disco’s still open, so where are those witnesses to testify which buses were running, what times, and where? Which Disco’s were open and where.

    Are they PAYING him or something? I am simply amazed. Wow. Giuliano is only digging himself in deeper.

  3. pat king ha detto:

    Relax Michelle Celestial.

    Surely someone supposedly as well informed as your husband could calmly tell you that the Prosecution is scheduled to have rebuttal witnesses at the next hearing 26mar, and that Giuiano is not the Prosecutor for the Appeal.

    Additionally, your elitist discrimination against another human who happens to be homeless is surprising to me given tour incessant appeals to your God.

    Your shallow familiarity with facts as well as your talking down about Mr Curatolo as a fellow child of God is disturbing, and frankly as with most of what you write, does little for your cause.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.