lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 03:14

Omicidio a Magione, madre uccisa con un coltello da cucina conficcato nella schiena

La figlia è fortemente sospettata del delitto. Frequenti i litigi tra le due negli ultimi giorni. Saranno determinanti gli esami del Dna

©Fabrizio Troccoli

di Ivano Porfiri ed Enzo Beretta

Una pensionata di 69 anni, Augusta Brunori, originaria di Pesaro Urbino, è stata assassinata stamani con una coltellata alla schiena. Il cadavere, con la lama ancora conficcata, è stato rinvenuto nel giardino di una villa che si affaccia sulle immediate colline di Magione sopra il raccordo autostradale, una struttura con piscina tra gli oliveti molto vicina alla zona industriale e raggiungibile percorrendo una stradina bianca. Fortemente sospettata di aver commesso il delitto è la figlia della vittima, 35 anni, in cura per problemi psichiatrici. E’ stata lei, stamani, ad informare il Centro di salute mentale della morte dell’ex dipendente dell’Asl balbettando al telefono parole confuse a proposito – sembrerebbe – di una rapina finita nel sangue. Stando ad alcune testimonianze raccolte dai carabinieri madre e figlia, che vivevano insieme, negli ultimi giorni avevano discusso parecchie volte.

FOTOGALLERY

Il coltello conficcato nella schiena Quando sono intervenuti i carabinieri il cadavere era steso sul porfido del giardino con la lama piantata nella schiena. Il filo del coltello da cucina ha toccato organi vitali: verosimilmente potrebbe aver perforato i polmoni della poveretta morta nel giro di pochi minuti. Accertamenti più precisi verranno portati avanti in sala settoria e aiuteranno anche a restringere la forbice oraria nella quale è avvenuto l’omicidio. Nel frattempo la donna indiziata è stata accompagnata nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Perugia a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sul luogo del crimine, in località Villa, insieme al medico legale Sergio Scalise Pantuso, c’era il sostituto procuratore Manuela Comodi che coordina le indagini del Reparto operativo dell’Arma (il comandante del nucleo investigativo è il maggiore Salvatore Pascariello) e della Compagnia di Città della Pieve (capitano Andrea Caneschi).

VIDEO: SUL LUOGO DELL’OMICIDIO

Tracce di sangue repertato e test Dna Stando ad una prima ricostruzione l’aggressione sarebbe avvenuta sulla soglia ma gli esperti della Sezione investigazioni scientifiche anche attraverso le tracce di sangue repertate inquadreranno con esattezza la dinamica dei fatti. Madre e figlia si trovavano da sole in casa al momento dell’omicidio essendo, il marito della vittima, andato a Roma a trovare l’altro figlio. Torneranno utili alle indagini le testimonianze raccolte dai carabinieri – tra cui quelle offerte da una coppia di inquilini che abitano in una mansarda della villa – insieme ovviamente ai risultati dei test del Dna per comparare il profilo genetico individuato sul manico del coltello con quello della figlia sospettata di omicidio.

I commenti sono chiusi.