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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 21:56

Omicidio Leandri, trovata la testa nel Tuderte. Il delitto in via Cartolari forse dopo una lite

I carabinieri del nucleo operativo di Perugia sono alla ricerca dei resti del corpo di Olinto Leandri che non sono stati trovati nel recinto sul Monte Tezio. Intanto emergono nuovi particolari sul luogo e l'arma del delitto

A sinistra Olinto Leandri, a destra il figlio Antonio fermato per omicidio

di Ivano Porfiri e Francesca Marruco

I carabinieri del nucleo operativo di Perugia sono alla ricerca dei resti del corpo di Olinto Leandri che non sono stati trovati nel recinto sul Monte Tezio. Sarebbe stato lo stesso Antonio, fermato per l’omicidio e l’occultamento di cadavere del padre, a indicare alcuni luoghi nel corso di un interrogatorio. Secondo La Nazione parti del corpo sarebbero stato gettate in dei manufatti di cemento, altre nelle campagne di San Terenziano. Qui questa mattina, in un fosso, è stata trovata la testa.

Le ammissioni Emergono intanto nuovi particolari sulla vicenda dell’omicidio dell’87enne ex legnaiolo per il quale è finito in carcere il figlio. Nelle prossime ore è attesa la decisione sulla convalida del fermo da parte del gip. Ma è sulle importanti ammissioni che il figlio 53enne avrebbe fatto agli inquirenti che si sta lavorando per chiudere il cerchio nel giro di breve tempo. Si scava sui rapporti difficili in ambito familiare, sulle frequentazioni di Olinto, su un presunto giro di soldi e ragazze che avrebbe potuto innescare un litigio, forse finito in tragedia. Litigio avvenuto alla fine di novembre nella casa di famiglia, in via Cartolari, dove viveva Olinto dopo la morte della moglie.

Un colpo in testa Trovano conferme le ipotesi che vogliono in un colpo in testa con un oggetto contundente le modalità del delitto. Poi, forse, qualcosa di irrazionale è scattato nella mente dell’omicida con l’intento di volersi liberare del cadavere in quel modo macabro: sezionarlo in parti con un grosso coltello, probabilmente una mannaia da macellaio, e disperderlo in diversi luoghi dell’Umbria, con la speranza che non sarebbe stato trovato. E probabilmente tutto sarebbe finito con la solita vicenda dell’anziano disperso se non fosse stato per il gelo di quei giorni di dicembre che ha conservato i resti non finiti dai cinghiali.

Il ritrovamento dei resti Invece il 19 dicembre un ciclista di passaggio vide per caso un pezzo di una gamba umana in un recinto. Chiamò i carabinieri che, lì vicino, trovarono anche un braccio. Poi dall’analisi del Dna su quei resti e dalla comparazione con il profilo genetico del figlio la conferma: si trattava di Olinto.

L’avvocato: «E’ sereno» Antonio Leandri ha incontrato questa mattiuna in carcere il suo legale Sabrina Castellani. Il legale ha avuto un lungo colloquio con il suo assistito che ha definito «sereno» anche se non e’ riuscito a dormire durante la notte. L’avvocato, che non ha voluto soffermarsi sui particolari dell’indagine, si è limitato ad affermare che durante l’interrogatorio di Leandri «sono emersi indizi di reato a suo carico che hanno portato al fermo».

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