sabato 7 dicembre - Aggiornato alle 03:40

Omicidio di Perugia, indagati per il delitto di Alessandro Polizzi l’ex di Julia e suo padre

di Ivano Porfiri e Francesca Marruco

Il sospetto della prima ora è diventato qualcosa di più e da sospettati a indagati, a volte, il passo può essere molto breve. A finire nel registro degli indagati nella brutta storia dell’omicidio di Alessandro Polizzi, sono stati l’ex fidanzato di Julia, il tatuatore 25enne Valerio Menenti, e suo padre Riccardo Menenti, artigiano 54enne originario di Roma ma a Todi da 20 anni. Le accuse: omicidio pluriaggravato e tentato omicidio in concorso.

IL GIORNO DEL DELITTO: FOTOGALLERY – VIDEO

Atto dovuto L’iscrizione al momento potrebbe essere un atto dovuto in vista dell’assegnazione dell’incarico per l’autopsia, che dovrebbe svolgersi nelle prossime ore. E’ indubbio comunque che le indagini della polizia si siano concentrate da subito proprio sull’ex di Julia e suo padre, sentiti più volte dagli agenti nell’immediatezza dei fatti e sottoposti alla prova dello ‘stub’ per verificare se avessero  addosso residui di polvere da sparo. L’arma del delitto, una Beretta calibro 9 corto, modello 34,  rinvenuta nel tavolinetto sotto la televisione dentro l’appartamento della mattanza, è una pistola molto vecchia e non rintracciabile. Ha la matricola abrasa e non è mai stata registrata perché messa in commercio prima che la denuncia di un’arma diventasse obbligatoria.

VIDEO: PARLA IL LEGALE DI JULIA

Valerio e il padre  Non è noto al momento quali elementi ci siano in mano agli inquirenti nei confronti di Menenti e del padre, che continuano a professarsi estranei al delitto. Valerio, almeno ufficialmente, lunedì notte era ricoverato in ospedale in seguito all’aggressione di cui era stato vittima venerdì scorso fuori da un locale. I poliziotti della squadra mobile di Perugia, diretti da Marco Chiacchiera, stanno analizzando i filmati delle oltre ottanta telecamere che riprendono le uscite dell’ospedale di Perugia. Quale sia il sospetto che li guida è evidente, come lo era dal primo istante. Anche le telecamere della caserma della guardia di finanza di via Settevalli sono al vaglio della polizia. Così come, dopo le  lunghe e accurate perquisizioni di  mercoledì pomeriggio nelle abitazioni di Ponte San Giovanni, dove vive il 26enne, e quella di Frontignano di Todi dove vive il padre del ragazzo insieme alla madre, saranno importanti, e potranno diventare dirimenti i risultati delle analisi che verranno effettuate su quanto repertato.

LA PERQUISIZIONE: FOTOGALLERY – VIDEO

INTERVISTA ALL’EX DI JULIA DI ‘CHI L’HA VISTO?’

Julia dimessa Intanto Julia Tosti, la 20enne compagna di Polizzi, rimasta ferita durante l’aggressione di lunedì notte, è stata dimessa giovedì mattina dall’ospedale di Perugia. e’ uscita da una porta secondaria per evitare i giornalisti, scortata da quattro agenti della squadra mobile di Perugia. Bianca in volto e ancora sotto shock, la giovanissima Julia è stata portata in una località protetta lontano da tutto.  Lo conferma il legale della famiglia, Luca Maori. «Ha bisogno di riprendersi adesso – spiega -, la ragazza è molto scossa e ha bisogno di privacy. La famiglia – ha detto ancora il legale – non ha sospetti su nessuno e confida nell’ottimo lavoro degli inquirenti che potrebbe avere una svolta a breve termine». Perché a breve potrebbe arrivare qualche risultato degli accertamenti tecnico-scientifici in corso. La polizia scientifica mercoledì sera si è fermata a lungo ad analizzare gli attrezzi contenuti nell’auto di Menenti. Sia Alessandro che Julia sono stati colpiti anche con un oggetto contundente, forse una spranga, ma forse anche un cacciavite o una chiave inglese. 

INTERVISTE VIDEO: IL PADRE DI JULIA – LA MADRE – IL FRATELLO

VIDEO: LE INTERVISTE AI TESTIMONI 

Quale ruolo? Nell’avviso di fissazione di accertamenti irripetibili (l’autopsia) non è specificato quale ruolo, secondo l’ipotesi accusatoria, potrebbero aver avuto padre e figlio, difesi dall’avvocato tuderte Luca Patalini. Ad entrambi, tatuatore il figlio, artigiano del vetro il padre, vengono mosse le stesse ipotesi di reato in concorso: omicidio volontario pluriaggravato e tentato omicidio. La madre di Valerio mercoledì durante la perquisizione delle loro abitazione ha detto che non ci stanno a passare «da vittime a carnefici» perché  è suo figlio ad essere stato picchiato tre volte da Polizzi e alcuni amici suoi. La polizia continua ad indagare in maniera decisa e meticolosa. Una nuova svolta potrebbe arrivare da un momento all’altro.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.