sabato 8 agosto - Aggiornato alle 16:56

Omicidio Bellini, pena quasi dimezzata nel processo di appello bis

Sedici anni e otto mesi per Andriy Halan, già condannato a trent’anni per l’omicidio dell’operaio 53enne

di Massimo Colonna

Sedici anni e otto mesi: questa la decisione della corte di appello di Firenze che nel pomeriggio di mercoledì ha riscritto il processo per l’omicidio di Sandro Bellini, l’operaio ucciso a Terni nel maggio 2016. Si tratta di un processo di appello ‘bis’, dopo che la difese dell’imputato, il 48enne di origine ucraina Andriy Halan, condannato a 30 anni con rito abbreviato, aveva chiesto l’annullamento della sentenza di appello, pronunciata dai giudici di Perugia. La Corte di Cassazione aveva accettato l’istanza e oggi ecco il ricalcolo della pena.

La decisione Il ricalcolo della pena era stato chiesto dalla constatazione dei giudici in merito al fatto che la contestazione delle aggravanti da parte del pubblico ministero è stata formalizzata dopo, e non contestualmente, la richiesta di rito abbreviato condizionato all’esecuzione di approfondimenti tecnici sui telefoni cellulari. Un passaggio formale che sostanzialmente inficia, secondo i giudici, il resto del procedimento. I giudici di Firenze hanno anche confermato che, come già emerso in sede processuale, la procura di Terni dovrà incardinare un processo anche per occultamento di cadavere. Davanti ai giudici di Firenze la procura aveva chiesto la condanna a diciassette anni e quattro mesi. I legali di Halan, che si è sempre dichiarato estraneo all’omicidio sostenendo di aver incaricato due persone di pensare al Bellini nell’ambito di un litigio relativo a gelosia, ossia gli avvocati Francesco Mattiangeli e Luca Maori, dopo la sentenza dichiarano: «Era quanto ci aspettavamo dopo la sentenza della Cassazione, anche se crediamo ci siamo ancora margini in Cassazione in particolare per la concessione delle attenuanti generiche in considerazione dell’incensuratezza e della collaborazione del nostro assistito».

Twitter @tulhaidetto

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