domenica 17 novembre - Aggiornato alle 21:50

Omicidio a Perugia, Julia: «Ho visto il killer finire Alessandro a sprangate». Valerio: «Io non c’entro»

di Ivano Porfiri e Francesca Marruco

«Son sempre i migliori che partono, ci lasciano senza istruzioni a riprogrammare i semafori in cerca di sante ragioni». La voce di Jovanotti risuona dagli altoparlanti dell’Opel Corsa che precede la fiaccolata in memoria di Alessandro Polizzi, voluta dai suoi amici giovedì pomeriggio a Ponte San Giovanni. Lacrime, sgomento e tanta rabbia. Quei ragazzi scossi dai singhiozzi e da un dolore più grande di loro, cercano di esorcizzarlo marciando insieme, intonando cori in onore di Alessandro. Hanno confezionato un grosso striscione con due foto del ragazzo ucciso con su scritto: «La sofferenza è un lampo..la bellezza della vita dura per sempre, ciao guerriero».

LA FIACCOLATA: VIDEO – FOTOGALLERY

Un solo proiettile e le sprangate Quelli che lo amavano e passavano le loro giornate con lui lo chiamavano guerriero. E Alessandro Polizzi, lo è stato fino all’ultimo istante di vita. Colpito al petto da un proiettile,  ha comunque lottato col suo assassino, per salvare la sua Julia e salvarsi lui. Ma non ce l’ha fatta. Ad ucciderlo, hanno stabilito i medici legali Laura Paglicci  Reattelli e Anna Maria Verdelli che giovedì pomeriggio hanno effettuato l’autopsia, è stato un solo colpo di pistola che gli ha trapassato il polmone forandogli il torace. Lo stesso proiettile che poi è andato a conficcarsi nella mano di Julia.

Il racconto di Julia Il killer gli ha sparato contro nella camera da letto. Lo racconta la stessa Julia, miracolosamente scampata alla morte: «ha buttato giù la porta di casa, è arrivato nella camera da letto e ha sparato. Il proiettile ha colpito prima Alessandro e poi me sul braccio. Alessandro si è messo a lottare con lui. Poi li ho raggiunti  nel corridoio e ho visto Alessandro cadere nel corridoio esanime».

IL GIORNO DEL DELITTO: FOTOGALLERY – VIDEO

L’assassino ha infierito In  quei momenti Alessandro stava morendo soffocato dal suo stesso sangue. Ma l’assassino non aveva saziato la sua sete di morte e come racconta ancora Julia, « ha infierito su di lui con un spranga mentre era a terra».  Poi, dice la ragazza, l’ ha inseguita  fin dentro la camera da letto l’ha presa a sprangate.  «Urlavo – ha detto – e finalmente qualcuno ha sentito». L’assassino a quel punto è scappato lasciando la pistola sulla scena del crimine. «Julia non sa chi fosse l’aggressore perché era incappucciato», dice il suo avvocato Luca Maori.

Parla Valerio Almeno per adesso, secondo la direzione che hanno preso le indagini, quell’uomo incappucciato è da ricercare nella famiglia Menenti. Iscritti nel registro indagati sono infatti finiti l’ex fidanzato di Julia Valerio Menenti e suo padre Riccardo. Non è chiaro con quali ruoli, e per ora gli vengono contestati gli stessi reati in concorso: tentato omicidio e omicidio pluriaggravato. «Io sono completamente estraneo a questo delitto, ha detto Valerio Menenti, indagato per l’omicidio di Alessandro Polizzi.

Le ragioni di Valerio Raggiunto telefonicamente, il 25enne spiega che «né io e né mio padre abbiamo nulla da nascondere». Anche la madre del giovane ha detto che quella notte il marito dormiva nel letto insieme a lei. Mentre Valerio la notte del delitto si trovava ricoverato in ospedale proprio a seguito di una lite con Polizzi: «Ho dormito tutta la notte – dice – ero sotto sedativi». «Mi ha chiamato qualcuno in serata per dirmi in bocca al lupo per l’operazione», precisa ma «nella notte non mi ha chiamato nessuno dei miei familiari». Il padre invece non vuole parlare al telefono: «Mio papà è molto dispiaciuto”, si limita a spiegare il ragazzo.

LA PERQUISIZIONE: FOTOGALLERY – VIDEO

INTERVISTA A VALERIO MENENTI DI ‘CHI L’HA VISTO?’

Niente a che fare con loro Quanto al rapporto con Alessandro e Julia: «Non avevo più niente a che fare con loro: le ultime tre volte che ho avuto a che fare con loro sono finito all’ospedale perché sono stato picchiato. Io con questa storia – conclude Valerio – non c’entro niente. Non so che giri avessero. Non so perché mi ha picchiato, che cosa lei possa aver detto ad Alessandro, perché mi ha picchiato. Un chiarimento era impossibile, dopo la seconda denuncia. Sono arrivati a picchiarmi in tre, tenendomi da dietro, mi hanno massacrato». E anche in questa ultima aggressione, per cui sembrerebbe, il padre avrebbe dato in escandescenze in ospedale, Valerio ne era uscito piuttosto malconcio con il naso rotto, anche una frattura all’orecchio, allo zigomo e alle costole. Una condizione fisica che sembrerebbe stridere con un assassino che lotta con un giovane allenato come Alessandro. Inoltre, Valerio non avrebbe alcun segno strano sul corpo, come invece dovrebbe avere chi ha lottato con Alessandro e Julia.

INTERVISTE VIDEO: IL PADRE DI JULIA – LA MADRE – IL FRATELLO

VIDEO: I TESTIMONIIL LEGALE DI JULIA

Julia torna a casa  E intanto Julia è tornata a casa con i genitori, che si occupano di lei insieme all’avvocato Luca Maori. Julia è anche ricomparsa su Facebook, dove ha risposto con poche parole ai tanti messaggi di sostegno da parte degli amici: «Ho bisogno di voi e non riuscirò ad andare avanti», scrive. E alla fiaccolata in ricordo di Alessandro, a cui non ha partecipato, ha mandato uno striscione con scritto: «Ora sono io la tua guerriera. Vivi dentro di me. Ti amo. La tua cucciolina».

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