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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 01:18

Numero unico emergenza 112: accordo Umbria-Marche col Viminale per l’attivazione

Dovrebbe rottamare il 118, 112, 113 e 115 entro la fine dell’anno. La centrale unica sarà ad Ancona

La centrale operativa dei carabinieri

Ulteriore passo in avanti per il 112, il numero unico di emergenza (Nue) che dovrà essere attivato tra Umbria e Marche. A due anni di distanza dall’accordo tra le due Regioni, infatti, arriva la seconda firma con il ministero dell’Interno per l’attivazione del 112: ad apporla Luca Ceriscioli è stata, il governatore delle Marche che ad Ancona insedierà la centrale unica di risposta, coordinata dall’agenzia regionale sanitaria di quella regione, per un’utenza di 2.426.000 persone (1.538.055 marchigiani e 888.908 umbri) e che conta di far entrare in funzione il 112 entro la fine del 2020 con un organico di 44 lavoratori.

Il numero unico di emergenza, già attivato in diverse regioni italiani, è chiesto a gran voce dall’Europa per ‘rottamare’ tutti gli altri, ovvero il vecchio 112 per contattare i carabinieri, il 113 per la polizia, il 115 per i vigili del fuoco e il 118 per il soccorso sanitario. Il sistema consentirà un primo filtro delle chiamate, che poi, una volta geolocalizzate, saranno indirizzate alla centrale operativa di competenza. Sempre nel 2018, quando venne firmato il patto Umbria-Marche per il 112, se ne siglò anche un altro con la Toscana, per un eventuale Disaster recovery, una sorta di servizio di vicariato, che scatterebbe in caso di malfunzionamenti o sovraccarichi, garantendo così la continuità del servizio.

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