martedì 11 dicembre - Aggiornato alle 08:15

Norcia, scatta demolizione per case mobili e banca abusive: «Deluso e amareggiato»

Segnalazione dei carabinieri fa scattare procedimento, ordinato il ripristino dello stato dei luoghi in 90 giorni

Fabio Brandimarte

di Chia.Fa.

Demolizione per cinque casette abusive, in alcune vivono i terremotati. Il Comune di Norcia ha emesso l’ordinanza per il ripristino dello stato dei luoghi, precisamente del piazzale del distributore Esso di Norcia dei fratelli Brandimarte, che qui hanno installato tre case mobili adibite a loro alloggio provvisorio, ma anche il prefabbricato della Bcc di Spello e Bettona, che ha già trovato una nuova sede, e una casetta di legno che era in esposizione.

Scatta demolizione per case mobili e banca abusive Firmato il 24 gennaio 2018 dal dirigente tecnico Maurizio Rotondi, a seguito di una segnalazione dei carabinieri di Norcia dello scorso 3 settembre, il provvedimento contesta la realizzazione dei cinque volumi in assenza di titoli abilitativi e in assenza di autorizzazione paesaggistica. In questo senso l’ordinanza fissa in 90 giorni (prorogabili di altri 30) i termini per procedere alla demolizione delle opere abusive, nonché al ripristino dello stato dei luoghi. L’atto del Comune di Norcia è arrivato a margine di un procedimento amministrativo, fatto anche di sopralluoghi, ma può comunque essere impugnato di fronte al Tar dell’Umbria.

«Deluso e amareggiato» Fabio Brandimarte non sa ancora se darà mandato a un avvocato per il ricorso: «Non sono un secondo caso Peppina, ma sono deluso e amareggiato». In quelle tre casette, lui e i suoi familiari ci vivevano dopo essere rimasti senza casa con il terremoto del 30 ottobre 2016, percependo comunque il contributo per l’autonoma sistemazione: «Per mia mamma non c’è problema, perché  – dice – nel giro di qualche giorno le consegnano la soluzione abitativa di emergenza, io e mio fratello invece ci arrangeremo. Sapevamo che erano un abuso – va avanti – come lo sa ogni terremotato del Centro Italia, che si è però dovuto attrezzare per la lunga emergenza, era nostra intenzione rimuoverle nel giro di sei o sette mesi, ora lo faremo prima».

@chilodice

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