domenica 21 aprile - Aggiornato alle 16:57

Norcia, Riesame conferma il sequestro di Casa Ancarano. Alemanno: «Amareggiato, rischio effetto domino»

Restano i sigilli sul cantiere del centro polivalente per i terremotati: ipotesi ricorso in Cassazione. Il sindaco di Norcia attacca la procura e l’Ente Parco

Nicola Alemanno (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Chiara Fabrizi

Confermato il sequestro di Casa Ancarano (Norcia), la struttura per i terremotati finita al centro dell’inchiesta della procura di Spoleto su cui si è consumato uno scontro tra poteri. Il tribunale del Riesame di Perugia ha, infatti, respinto l’istanza per rimuovere i sigilli apposti sul cantiere del centro polivalente in fase di costruzione, condividendo sostanzialmente le ragioni della procura di Spoleto, già accolte anche dal gip dello stesso tribunale, che aveva autorizzato il sequestro. A parlare venerdì pomeriggio è stato il sindaco Nicola Alemanno, indagato per violazione al Testo unico dell’edilizia: «C’è amarezza e disorientamento, ma anche la necessità di dare risposte ad altre comunità di Norcia che hanno seguito l’esempio virtuoso di Ancarano»

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Sequestro di Casa Ancarano confermato Nel registro degli indagati, oltre al primo cittadino di Norcia, sono stati iscritti il presidente della Pro loco di Ancarano Venanzo Santucci e il direttore dei lavori Riccardo Tacconi. Secondo la procura, questo il cuore dell’inchiesta chiusa nei giorni scorsi, la Casa di Ancarano non avrebbe potuto essere autorizzata con le procedure di emergenza, ossia in deroga alle norme edilizie, perché avendo finalità sportive e ricreative non rientra tra gli interventi indicati nelle ordinanze di Protezione civile, per i quali appunto si può procedere in deroga, come le casette.

Ricorso in Cassazione Le motivazioni della decisione dei giudici del Riesame (presidente Narducci, a latere Verola e Avenoso) è attesa in 45 giorni, dopodiché gli avvocati Luisa Di Curzio, Massimo Marcucci, Valentino Angeletti e Benedetta Pugnali verosimilmente presenteranno ricorso in Cassazione per tentare ancora di ottenere il dissequestro del cantiere, su cui il sostituto Gennaro Iannarone e il pm Patrizia Mattei, titolari del fascicolo, hanno subito autorizzato la copertura per evitare danneggiamenti. E sulle motivazioni c’è grande attesa, dopo che tra le pieghe delle ordinanze della Protezione civile per l’emergenza del Centro Italia, gli avvocati avevano scovato la numero 460 che prevede deroghe alle norme per la costruzione di strutture sociali. Il provvedimento non è stato citato dal sindaco Alemanno nell’ordinanza con cui ha dato il via ai lavori, mentre la vicecommissaria per la ricostruzione e presidente di Regione, Catiuscia Marini, aveva indicato l’ordinanza 380 come base normativa dell’autorizzazione in deroga firmata dal sindaco.

Testo unico per norme terremoto? Sulla mole di ordinanze emanate dalla Protezione civile l’avvocato Di Curzio, che insieme a Marcucci assiste Alemanno, mette in chiaro: «Dalle motivazioni del Riesame ci aspettiamo di capire perché alla luce dell’ordinanza 460 la procedura seguita dal sindaco Alemanno non sarebbe conforme, poi valuteremo in ricorso in Cassazione. Ma credo – dice – che questa inchiesta renda chiara a tutti la necessità di arrivare rapidamente a un Testo unico che raccolga la normativa relativa al terremoto, così da renderne più semplice l’applicazione da parte degli amministratori e la verifica da parte dell’autorità giudiziaria».

Alemanno: «Amareggiato e disorientato» Venerdì pomeriggio il sindaco Alemanno è intervenuto, commentando l’ordinanza del Riesame: «Amarezza e disorientamento sono i sentimenti che sento di esprimere, perché non riesco a trovare le parole per spiegare a una comunità che con i denti resta aggrappata alla sua terra dopo aver perso tutto, che non può provare a ricominciare dallo stare insieme, senza peraltro pesare sulla spesa pubblica ma sul grande cuore degli italiani. Disorientamento perché ho utilizzato gli strumenti individuati dalle ordinanze del Capo dipartimento della Protezione civile e da uomo delle istituzioni quale sono mi sarei aspettato che tutti ne avessero preso atto e che tutte le componenti dello Stato insieme cercassero di aiutare la nostra Comunità a ripartire. Alemanno entra quindi nel merito, attaccando l’Ente Parco, che su Casa Ancarano aveva espresso parere negativo, indicando un’altra area su cui costruirlo: «In particolare l’Ente Parco che prima di altri dovrebbe comprendere che insieme alla tutela del nostro meraviglioso ambiente naturale, dobbiamo evitare il pericolo più grande: la deantropizzazione del nostro territorio. La costruzione in oggetto risponde proprio a questa esigenza».

Giudici ed Ente Parco sotto tiro Dopodiché sotto tiro finisce la procura di Spoleto: «Non me ne vogliano i magistrati, per il cui lavoro porto grande rispetto, ma questa volta non riesco proprio a comprendere, anche ammesso che secondo la loro interpretazione tale procedura non fosse stata pedissequamente rispettata (per mesi abbiamo lavorato in uffici sotto le tende in mezzo alla neve e sotto il sol leone), mi rimane difficile comprendere dove sia il reato penale». Infine Alemanno paventa l’effetto domino e cerca sponde: «Ho bisogno di essere aiutato a dare risposta anche alle altre comunità della nostra terra che, sulla scorta dell’esempio virtuoso di Casa Ancarano, hanno trovato soldi privati per dotarsi di un luogo sicuro per vivere in comunità ed esorcizzare la paura. Sono certo che la Presidenza del Consiglio, attraverso il Dipartimento di Protezione civile, tenterà di porre riparo anche a questa ennesima emergenza».

@chilodice

Una replica a “Norcia, Riesame conferma il sequestro di Casa Ancarano. Alemanno: «Amareggiato, rischio effetto domino»”

  1. Mariangela ha detto:

    Gli eroi Non si fermano…

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