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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 19:13

Terremoto, le prime tende a Norcia: la situazione. Il piano del governo per emergenza e ricostruzione

Nuova scossa di magnitudo 4.8 alle 8.56. In Umbria duemila assistiti ma gli sfollati sono 5 mila. La presidente a Preci: «Tensostrutture per chi non può lasciare territorio»

di Chiara Fabrizi

Una nuova scossa magnitudo 4.8 è stata avvertita alle 8.56 tra l’Umbria e le Marche. Secondo il sito dell’Ingv l’epicentro si trova nella zona di Macerata e il sisma ha raggiunto una profondità di 10 chilometri. Il dato inizialmente comunicato indicava una magnitudo di 4.7. L’epicentro è stato localizzato dai sismologi dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia tra i comuni di Acquacanina, Fiastra e Bolognola. La scossa è stata avvertita in maniera chiara nella zona di Norcia (ma anche a Perugia) la terra ha tremato a lungo. «Le continue scosse mi spaventano – racconta un cittadino di Norcia – logorano dentro». «Il terrore è quadruplicato e l’unico posto sicuro sembra la macchina», aggiunge un giovane. Nuovi crolli sono segnalati a Ussita e Visso.

Marini: «Ecco la situazione» A fare il punto della situazione a due giorni dalla scossa di magnitudo 6.5 è la presidente Catiuscia Marini in una conferenza stampa al centro Caritas di Preci. «A poco più di 48 ore dal sisma – ha detto – 900 nursini e 150 cittadini di Cascia sono negli alberghi. Insistiamo per usare gli alberghi, giudico importante e inevitabile farlo con il passare delle ore e di fronte alle condizioni climatiche. Ci sono famiglie intere o donne con bimbi e anziani. Eroghiamo 2.700 pasti nelle cucine di Norcia. Cucina da campo si sta allestendo ad Avendita (Cascia)». Poi c’è preci che «tra centri accoglienza e bungalow accoglie tutta sua popolazione. Tende le inseriamo in parallelo agli alberghi per farci carico di chi resta su territorio per vari motivi. Da ieri iniziato montaggio tende collettive alternative per chi sta in macchina». La presidente ha puntualizzato che «ci sono un piano per Norcia e uno per Cascia: 12-15 tende a Norcia, 2-4 a Cascia».

Situazione sfollati Intanto circa 700 le persone che hanno trascorso la notte negli alberghi tra Perugia e la zona del Trasimeno. Al banco per la richiesta di alberghi del Coc di Norcia continuano ad arrivare richieste di trasferimenti, quindi sono previste ulteriori partenze di pullman. Molti chiedono anche trasferimento in albergo ma da effettuarsi con mezzi propri.

Arrivate le prime tende Sono 120 posti letto in 3 tende collettive da 40 posti nella Cittadella dello sport nella zona industriale, più una tensostruttura per mensa per fare mille pasti a pasto. Montata stanotte anche a San Pellegrino e se ne sta montando un’altra. Nessuna di queste tende è stata utilizzata nella notte tra lunedì e martedì perché non sono arrivate le brandine, attese in mattinata. A Norcia restano le tende pneumatiche con brandine montate alla pista di pattinaggio. Ad Ancarano e Campi (frazioni di Norcia) complessive 150 persone alloggiate nelle sedi delle Proloco. A Frascaro, altra frazione nursina, una cinquantina di persone in un prefabbricato in area privata.

Testimonianze Al campo del centro sportivo (cittadella dello sport) martedì mattina una mamma con i suoi due figli si è rivolta all’associazione le aquile di Spoleto per informazioni sui pasti: «Nella nostra famiglia ci sono degli anziani non riusciamo a portarli qui ma a noi piacerebbe mangiare nel campo anche per staccare un po’». La volontaria: «Siamo qui per voi, a vostra disposizione. Le garantisco che quelli del pranzo e della cena sono momenti di aggregazione importanti». Giuseppe Fausti, titolare dell’azienda agricola Maiale brado di Norcia: «Dopo la sfuriata di ieri abbiamo risolto l’urgenza, ossia l’acqua. Nelle aziende zootecniche più problematiche lunedì sono arrivate squadre di pompieri per individuare area dove mettere stalla prefabbricata e avviare i primi lavori».

Alberghi e tende Prima alberghi e tende, poi «container prima di Natale» e infine le casette con l’obiettivo di «far rinascere Norcia, non costruirne una nuova». Questo il percorso tracciato dalla presidente della Regione Catiuscia Marini lunedì al Centro operativo comunale di Norcia dove si sta cercando di fronteggiare la catastrofe provocata dal terremoto di domenica mattina. «In questa prima fase dell’accoglienza andremo avanti con gli alberghi e, facendoci carico delle istanze territoriali, anche con tende collettive». Il riferimento è alle proteste montate fin da domenica mattina quando la popolazione ha contestato lo smantellamento delle tende: «Le hanno tolte – è l’accusa che si ripete come un ritornello – per rassicurare i turisti». Gli sfollati sono stimati in circa cinquemila tra Norcia, Preci e Cascia ma gli assistiti nella prima notte dalla protezione civile sono circa 2.700, di cui circa seicento sono stati trasferiti in pullman organizzati verso alberghi fuori dalla Valnerina. Tanti hanno lasciato la città di San Benedetto in autonomia, difficile dire quanti. Per quelli che sono rimasti lunedì pomeriggio, dopo le contestazioni dei cittadini per il veloce smontaggio dopo il sisma del 24 agosto, sono arrivate le tende collettive: «Per la seconda notte abbiamo circa 400 posti – ha detto il sindaco Nicola Alemanno – ma ne arriveranno altre». Ma non bastano e la rabbia monta.

Renzi, dai container alla basilica Le indicazioni emerse vengono confermate dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi: «Ricostruiamo in quattro fasi – ha detto – nell’immediata emergenza, chiederemo a chi può lasciare il territorio di accettare la proposta di spostarsi qualche settimana per la seconda fase procediamo coi container. È meno piacevole della casetta di legno, spendiamo un po’ di più, ma ci consente di riportare lì la gente partendo dall’assunto che le tende a dicembre a Norcia e dintorni sono un problema. Se i cittadini ci dicono vogliamo andare in tenda – ha spiegato Renzi– diciamo: le tende sono un problema sotto Natale. Ma se vogliamo trovare una soluzione per cui non possono aspettare giugno per le casette di legno, troviamo una soluzione diversa che è il container. Terza tappa: da dicembre, entro primavera estate, si va avanti con la costruzione delle casette di legno. Quarto: la ricostruzione vera e propria per mettere le case a regola d’arte». Il Consiglio dei ministri di emergenza sul terremoto si è concluso intorno alle 19.30 con una conferenza stampa del presidente Matteo Renzi, affiancato dal commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il capo della protezione civile Fabrizio Curcio: «Da qui a venerdì ci sarà il nuovo decreto legge il cui spirito sarà semplificare, accelerare, fare più veloce, non lasciare indietro nessuno. Le risorse sono già stanziate – ha aggiunto il premier – se ce ne sarà bisogno, ne metteremo altre. Ma a meno di 36 ore dall’ultima forte scossa non abbiamo chiaro né a quanto ammontino complessivamente i danni, né il numero definitivo degli sfollati». E poi: «La chiesa di San Benedetto a Norcia ritornerà. Tutti noi sappiamo che quei simboli del terremoto devono tornare, cosi’ come la chiesa di Assisi. Questo è il punto chiave, i cittadini devono sentire lo Stato con loro. Ricostruiremo tutto non solo le case ma anche le chiese. Norcia senza chiesa è senza identità. Metteremo in sicurezza nei tempi più rapidi possibili i beni culturali. Lo faremo coi sindaci, con l’utilizzo di professionisti e gare e imprese per rendere rapide queste scelte. C’è una faglia emotiva che dobbiamo recuperare, non possiamo lasciare un pezzo del Paese con il rischio di spopolarsi».  Infine, con il nuovo decreto legge per fronteggiare l’emergenza terremoto, verrà disposto l’invio nelle zone colpite di più forze dell’ordine, impiegando anche quelle che si stanno rendendo disponibili con la fine delle esigenze legate al Giubileo prossimo alla conclusione, per garantire «che i territori» lasciati dai cittadini «siano al sicuro, i centri presidiati e lo Stato presente».

VIDEO: NELLA ZONA ROSSA DI NORCIA
SFOLLATI: DATECI LE TENDE
VIDEO: IN VOLO SOPRA PRECI

Arrivano le tende e polemiche La giornata è frenetica e tesa, dopo la rabbia esplosa durante l’assemblea di domenica al campo sportivo, lunedì ad alzare la voce al Coc sono stati gli allevatori. La prima a parlare in tarda mattinata, dopo il doppio summit a Cascia e Preci col commissario Vasco Errani e l’ingegner Curcio, capo del dipartimento nazionale di protezione civile, è la presidente Marini: «L’ipotesi è una gestione a tre tappe – dice ai cronisti – in questa prima fase dell’accoglienza andremo avanti con gli alberghi e alla luce delle istanze arrivate dalla popolazione anche con tende collettive. La protezione civile nazionale sta raccogliendo i dati degli sfollati zona per zona e verificando le aree, così da capire – ha spiegato – quante e dove montare le tende. La tappa intermedia per la gestione delle popolazioni prevede l’ipotesi dei container dove possono stare tutti, da quelli che hanno la casa con una inagibilità totale fino a chi ha danni lievi e con interventi non lunghi può rientrare a casa. Per realizzare queste aree – è andata avanti la presidente – ci vogliono due o tre mesi. Poi arriveranno le casette, su cui la Prociv continua a indicare la scadenza dei sette mesi. L’obiettivo – ha concluso – è far rinascere la nostra Norcia, non farne una nuova»- Nel primo pomeriggio di lunedì in città sono arrivate le prime tende che ora verranno allestite, così come richiesto da una parte della popolazione: «Nel 1979 – ha urlato il consigliere di maggioranza Battilocchi poche ore dopo il terremoto delle 7.41 – siamo stati nelle tende dell’Esercito anche con un metro e mezzo di neve».

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VIDEOREPORTAGE: NORCIA DEVASTATA

Sfollati Sulle tende montate lunedì pomeriggio il sindaco Alemanno ha parlato di una capacità d’accoglienza che gira tra le 300 e 400 persone, ma se saranno sufficienti lo si capirà in queste ore, diversamente ne arriveranno delle altre. In base al bollettino della protezione civile regionale in Umbria sono assistite 2.763 persone, di cui 1.032 a Norcia. Tra gli sfollati del comune più colpito dalla furia di domenica mattina, sono circa 550 quelli trasferiti in pullman nelle strutture ricettive fuori dalla Valnerina, principalmente al Trasimeno e nella zona di Perugia, anche se posti risultano pronti anche in alberghi di Terni, Assisi, Città di Castello. Tanti altri hanno lasciato Norcia autonomamente, ma di quante persone si tratti non è al momento chiaro. Certo è che Norcia lunedì mattina è apparsa una città fantasma chiusa tra le macerie delle mura trecentesche, completamente distrutte dal terremoto. Emblematica la chiusura del bar Il Chiosco di Porta Romana, sempre operativo in questi due mesi di sisma, a cominciare dalla mattina del 24 agosto.

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Cascia e Preci A Cascia gli sfollati sono circa 160. Qui lunedì mattina alle 8 si è tenuto un incontro operativo con il sindaco tra il sindaco Gino Emili, la presidente Marini insieme a Curcio ed Errani, replicato poco dopo a Preci col primo cittadino Pietro Bellini, che oltreché con gli sfollati fa i conti con l’isolamento stradale. Il borgo gravemente colpito dalle doppie scosse del 26 ottobre e poi dalla furia di quella di domenica mattina resta inaccessibile, stretta tra la frana di Triponzo (Cerreto) sulla strada provinciale 409 e dagli edifici pericolanti di Piedivalle (Preci) sulla strada provinciale 476. Distrutte anche Campi e Ancarano, le due frazioni di Norcia più colpite dal terremoto di magnitudo 6,5, mentre Castelluccio già provata dal sisma del 24 agosto ha vie e palazzine ridotte a cumuli di macerie.

SANT’EUTIZIO E SAN SALVATORE DOMENICA
VIDEO: PARLANO CURCIO, ERRANI E ALEMANNO
CINQUEMILA SFOLLATI
LA FOTOGALLERY DAI LUOGHI DEL SISMA

Renzi Sul fronte delle necessità immediate c’è l’abbigliamento perché a Norcia praticamente tutti sono fuori casa e in pochi sono riusciti a recuperare vestiti. L’appello lo lancia sempre la presidente Marini: «C’è bisogno, comunque con moderazione, di vestiario». A Palazzo Chigi è in corso una prima valutazione dei danni del nuovo sisma del Centro Italia e verranno assunti i primi impegni dal governo.  A parlare prima del Consiglio dei ministri è lo stesso Renzi: «Non possiamo avere – dice – le tende per qualche mese in montagna, sotto la neve. Gli alberghi ci sono, per tutti. Ma molti dei nostri connazionali non vogliono lasciare quelle terre nemmeno per qualche settimana. Dunque dovremo gestire al meglio questa prima fase, l’emergenza. Sono stato a Norcia qualche settimana fa – scrive -, col sindaco, col vescovo, con la presidente della Regione. Oggi si stringe il cuore pensando a quella piazza piena di macerie. Ma ricostruiremo. Ricostruiremo tutto, ricostruiremo tutti insieme. Ci sono dei momenti in cui le divisioni politiche contano zero e si lavora tutti nella stessa direzione».

CASTELLUCCIO ALTA RASA AL SUOLO
VIDEO – MARINI: ALBERGO SOLUZIONE PROVVISORIA, TENSIONE AD ASSEMBLEA

Regola d’arte Una ricostruzione che il premier vuole «a regola d’arte. Con il controllo dell’opinione pubblica e di tutti i cittadini. Non va sprecato nemmeno un centesimo e dobbiamo dimostrare chi siamo: persone che – a differenza di alcune vicende del passato – sanno fare opere pubbliche senza sprechi e senza ladri. Dopo emergenza e ricostruzione, è «il Piano Casa Italia» il terzo pilastro dell’azione messa in campo dal governo secondo Renzi. «Un piano strategico per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Non solo l’emergenza – dice -, non solo la ricostruzione: ma – finalmente – la prevenzione. Il lavoro è già partito ma richiederà anni, un paio di generazioni come ci ha spiegato Renzo Piano illustrandone i concetti».

TERREMOTO FIGLIO DI AMATRICE E DELL’AQUILA

L’appello dei sindaci Al Governo in vista del Cdm di oggi pomeriggio arriva l’appello di nove sindaci umbri, firmato da Fabrizio Cardarelli, (Spoleto), Nando Mismetti (Foligno), Donatella Tesei (Montefalco), Annarita Falsacappa (Bevagna), Bernardino Sperandio (Trevi), Moreno Landrini (Spello), Andrea Reali (Castel Ritaldi), Massimiliano Presciutti (Gualdo Tadino), Domizio Natali (Campello sul Clitunno). A palazzo Chigi chiedono che anche i loro territori vengano compresi nell’area del cosiddetto «cratere», in seguito ai danni riscontrati dopo la forte scossa di ieri. «Chiediamo al Governo di allargare il cosiddetto ‘cratere’, il perimetro contenuto nel decreto legge del 17 ottobre che individua i Comuni maggiormente colpiti e stabilisce quindi le misure previste per gli immobili distrutti o danneggiati e gli interventi di emergenza. Riteniamo indispensabile che i nostri Comuni facciano parte di questo perimetro». «I nostri territori, in particolare Foligno, Spoleto e le aree circostanti – proseguono – già colpiti duramente dalle numerose scosse che si sono succedute dal 24 agosto, hanno subito con il terremoto di ieri, di magnitudo 6.5, danni ingenti al patrimonio culturale, ai palazzi storici, a numerosi edifici pubblici e privati. Le prime verifiche effettuate dipingono un quadro assolutamente problematico, una situazione talmente difficile da avere già implicazioni molto negative sul comparto sociale, economico e turistico che riguarda un territorio molto più vasto. In questo contesto chiediamo che vengano snellite al massimo le procedure burocratiche per affrontare in maniera efficace le situazioni di emergenza e le richieste dei cittadini».

Riaperta basilica della Porziuncola In seguito ai controlli effettuati lunedì, come da ordinanza del sindaco di Assisi, è stata riaperta la basilica della Porziuncola con parziale inagibilità, relativa alla zona del coro ligneo (parte della parete di fondo dell’abside della Bbasilica), al transetto di destra (altare di santa Giuliana o di San Pietro in Vincoli) e alla cappella delle Stimmate (seconda cappella nella navata di sinistra). Il 1 novembre tutte le celebrazioni previste (ore 7, 8, 9, 10, 11.30, 17 e 18) si terranno in basilica. Anche il servizio di ascolto delle confessioni si svolgerà regolarmente – nei confessionali della navata di sinistra della basilica – secondo il consueto orario festivo: dalle 6.45 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.

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