venerdì 17 agosto - Aggiornato alle 02:11

Neonato trovato morto a Terni, si scava nel rapporto tra la mamma e il compagno

«A inizio relazione mi diede un pugno, ma non l’ho denunciato». Respinta perizia psichiatrica, procura chiede visite ginecologiche

I rilievi della Scientifica (foto Umbria24)

di Marta Rosati e Chiara Fabrizi

«All’inizio della relazione mi ha deviato il setto nasale con un pugno, ma non l’ho denunciato». Questa una delle dichiarazioni rese da Giorgia Guglielmi, la mamma di 27 anni in carcere, unica indagata per l’omicidio volontario aggravato del figlio che aveva appena messo al mondo, trovato morto intorno alle 20 di giovedì 2 agosto. La donna resta in carcere, il Gip ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica, mentre la procura ha disposto che la donna sia sottoposta a visite mediche, anche di carattere ginecologico, all’interno del penitenziario. La salma del piccolo è stata svincolata, il bimbo ha finalmente un nome: Giuseppe. Delle esequie si occuperà il cappellano dell’ospedale Santa Maria di Terni, don Angelo, ma luogo e data restano riservati.

«NON L’HO AMMAZZATO»
CHIESTA PERIZIA PSICHIATRICA
IPOTESI MORTE ASFISSIA

Quel pugno a inizio a relazione La giovane ha riferito al sostituto procuratore Barbara Mazzullo, in un’interrogazione della scorsa settimana, di essere stata colpita dal compagno, un muratore straniero, dal quale la donna ha già avuto una figlia, una bimba di due anni ora affidata ai familiari. In attesa dell’esito degli esami del Dna, è sulla relazione tra Giorgia e l’uomo che si stanno concentrando le indagini degli inquirenti, a cui la versione dei fatti della ventisettenne continua a non quadrare. La mamma, che ha confessato l’abbandono del neonato, sostiene di aver partorito in casa, riposto il piccolo tra gli asciugamani in una busta e insieme al compagno, inconsapevole della presenza in auto del figlio, sarebbe poi andata a fare la spesa, lasciando il neonato dietro una siepe nel parcheggio dell’Eurospin a Borgo Rivo.

VESCOVO: «IL PICCOLO CI PERDONI»

Si scava nel rapporto col compagno Sulle motivazioni della tragica decisione, da un lato, la giovane dichiara di aver nascosto la gravidanza a tutti e abbandonato il figlio perché indigente, dall’altro sostiene di essere circondata da persone amorevoli, di fatto contraddicendosi sulle possibilità di far fronte al sostentamento del secondo figlio. Non solo. Agli inquirenti Giorgia, prima e dopo l’arresto, ha sempre detto di vivere situazioni felici sia nella sua casa attuale, sia in quella di famiglia, in verità senza mai convincerli del tutto. Messa sotto pressione nei vari interrogatori e chiusa in carcere con un’accusa pesantissima, la giovane non solo non è mai crollata, ma anzi continua a fornire risposte asciutte, senza esitare, senza piangere.

Giallo sul sacchetto di carta Il giudice Natalia Giubilei scrive di lei che «è dotata di crudeltà pervicace». Giovedì mattina, davanti allo stesso gip che cercava di chiarire quei lati ancora oscuri delle ore immediatamente precedenti l’abbandono, Giorgia, nel carcere di Capanne a Perugia ha raccontato la stessa versione dei fatti: «Nessuno sapeva, ho fatto tutto da sola ma non volevo ucciderlo, l’ho lasciato con la placenta e all’ombra sperando che qualcuno lo trovasse». Al momento della terribile scoperta, il piccolo pare avesse un sacchettino di carta in testa, ma rispetto a questo Giorgia non ha saputo fornire alcuna spiegazione: «Non lo so, non l’ho messo io». Ed è giallo su questo particolare se è vero, come dice, che ha fatto tutto da sola. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, all’avvocato, Alessio Pressi, ha chiesto come stavano la figlioletta, il compagno e i suoi, i quali starebbero valutando di andarla a trovare in carcere.

FOTOGALLERY: SCIENTIFICA AL LAVORO
VIDEO: «DONNA HA VISTO PIEDINO NEL SACCHETTO»

Il corpicino del piccolo Nelle prossime settimane sono attesi i risultati delle analisi di laboratorio effettuate sul corpicino, tra cui quello del Dna. L’esito degli esami potrebbe in qualche modo tornare utile a chiudere il cerchio, non a caso la procura ha chiesto che la donna sia sottoposta a visite mediche, all’interno del carcere, psicologiche ma anche di carattere ginecologico. Il gip invece ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dall’avvocato Pressi, il quale ha depositato istanza di Riesame, per chiedere la sostituzione della misura cautelare in carcere con i domiciliari; per ora la 27enne resta in cella.

I commenti sono chiusi.