mercoledì 26 febbraio - Aggiornato alle 23:58

‘Ndrangheta, l’operazione Mediterraneo arriva a Terni: arrestato il titolare di uno studio dentistico

La struttura sequestrata

C’è anche Terni fra le città raggiunte dall’operazione ‘Mediterraneo’ con cui i carabinieri hanno assestato un duro colpo alla ‘ndrangheta calabrese e in particolare alla cosca Molè Girolamo di Gioia Tauro. In manette ci sono finiti Pietro Mesiani Mazzacuva, 47 anni, titolare dello studio dentistico Vitaldent, e la sorella di quest’ultimo – Valeria Mesiani Mazzacuva di 45 anni – a Terni da circa un anno, dopo aver scontato un lungo periodo di detenzione.

In manette Le indagini – spiegano gli inquirenti – «hanno evidenziato come l’uomo, in stretta aderenza alle disposizioni impartite dal capo clan della cosca Molé Girolamo, ricopriva il delicato ruolo di gestione, controllo e reimpiego delle somme illecite affidategli dai vertici della cosca e investite nello studio dentistico che lo stesso gestiva insieme alla moglie». Quest’ultima, A.S., 44enne di Gioia Tauro, è stata denunciata «per aver assunto fittiziamente la titolarità della struttura sanitaria». Allo stesso modo la 45enne Valeria Mazzacuva, coniugata con un altro esponente di spicco della cosca come Domenico Molè, «partecipava all’associazione, svolgendo attività di mediazione e agevolando il fratello nella conduzione dell’attività illecita».

Accuse Le 54 ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip del tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia, hanno interessato tutto il territorio nazionale. I delitti contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, al traffico di armi e di sostanze stupefacenti, al riciclaggio nonché al trasferimento fittizio della titolarità di attività commerciali ed altri gravi reati.

L’indagine, partita dal Ros e dai carabinieri di Reggio Calabria e Roma, è stata condotta sul territorio umbro dai carabinieri del comando provinciale di Terni e dai colleghi del Ros di Perugia. Accanto agli arresti, il bilancio complessivo dell’operazione parla di oltre 25 milioni di euro sequestrati fra beni e titoli.

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