Quantcast
mercoledì 20 gennaio - Aggiornato alle 21:23

‘Ndrangheta in Umbria: con le “cartiere” truffate cinque banche per 700 mila euro

Società vuote ma con fatture, bilanci e aumenti di capitale falsi per farle sembrare vitali. Presi i soldi scattava la bancarotta

di Chiara Fabrizi e Ivano Porfiri

Non solo intimidazioni, droga e armi clandestine. Ci sono anche cinque truffe con le “cartiere” umbre ad altrettante banche per un valore di circa 700 mila euro al centro dell’inchiesta Infectio della Dda di Catanzaro che all’alba di giovedì ha arrestato 27 persone considerate appartenenti alle cosche Trapasso e Mannolo di San Leonardo di Cutro e Commisso di Siderno, sequestrando beni per un valore di circa 10 milioni di euro.

“Cartiere” umbre Gli inquirenti hanno ricostruito un meccanismo fraudolento messo in opera essenzialmente da Giuseppe Benincasa e Pasquale Nicola Profiti, entrambi accompagnati in carcere, che fa leva sulla costituzione delle cosiddette “cartiere”, ossia società vuote, intestate a prestanome nullatenenti: tra queste anche le tre società umbre al centro del sequestro preventivo disposto con ordinanza dal gip Paola Ciriaco, ossia la Stop line srl di Marsciano, Biemme srl di Torgiano con terreni a Norcia e la N20 srls di Corciano.

Il meccanismo Con la “cartiere” umbre «sono state sviluppare una serie di condotte criminali di natura tributaria e finanziaria, dalla redazione di falsi bilanci societarie alle false fatturazioni, dall’aumento fittizio di capitali sociali alla vera e propria evasione fiscale». L’obiettivo è «offrire una ingannevole parvenza di vitalità e dinamicità societaria per accedere al credito bancario quando non ve ne sarebbero i presupposti», scrive il gip nell’ordinanza. Il passaggio successivo consiste nel «dichiarare la bancarotta o nell’effettuare un giro di trasferimenti d’azienda in favore di altri soggetti, non individuabili, o comunque non aggredibili dal punto di vista patrimoniale, cosicché la banca non riesce a recuperare il finanziamento l’anticipo di fatture precedentemente accordato».

Truffate cinque banche Con questo stratagemma sarebbero state ottenute cospicue somme di denaro attraverso «cinque truffe al sistema bancario realizzate dagli indagati in danno di Unicredit, Bper, Banca popolare di Sondrio, Banca Ifis, Mps, per 700 mila euro». Per il gip l’indagine ha permesso anche di individuare la «destinazione finale delle somme così fraudolentemente carpite che in più occasioni sono state trasferite su conti esteri riferibili agli indagati, che poi lo ritiravano dall’Italia utilizzando carte di pagamento estere».

@chilodice

I commenti sono chiusi.