lunedì 28 settembre - Aggiornato alle 08:29

‘Ndrangheta e droga a Perugia, gli indagati: «Le cose buone arrivano col camion»

Secondo l’Antimafia si rifornivano di coca anche dai narcotrafficanti albanesi: «Mezzo chilo quanto me la fai?»

Panetti di cocaina (foto archivio)

di Chiara Fabrizi e Ivano Porfiri

«Le cose buone che stanno mandando sotto… con il camion arrivano… l’acconto ho mandato». A parlare e a essere intercettato, l’8 novembre 2018, è Francesco Ribecco, 53 anni, che con Antonio Ribecco, 58 anni, discute della «fornitura che avrebbero dovuto ricevere il giorno dopo dalla Calabria». C’è anche la droga, in particolare la cocaina, al centro dell’inchiesta Infectio dell’Antimafia di Catanzaro che, all’alba di giovedì, con ordinanza del gip Paola Ciriaco, ha fatto scattare l’arresto di 27 persone, mozzando i tentacoli della ‘Ndrangheta che si erano allungati fino in Umbria, dove secondo il procuratore capo Nicola Gratteri i clan erano riusciti a impiantare «una presenza sistematica».

Cocaina I due Ribecco intercettati, mentre raggiungono Catanzaro in occasione del processo Borderland, discutono «dei vari canali di approvvigionamento: in particolare della possibilità di acquisire un ingente quantitativo di droga “bianco” da un suo fornitore calabrese che gli potrebbe vendere lo stupefacente». Nella discussione anche i prezzi, ossia «a 35 euro al grammo, con la prospettivi di rimetterlo su piazza a circa 70 euro». Ai due Ribecco si aggiunge anche Natale Ribecco e a loro il giudice riconosce il «ruolo di promotori e organizzatori ai quali compete il dominio nella ricerca dei canali di approvvigionamento del narcotico spacciato dal sodalizio, in particolare acquistato in Calabria dai Mannolo, Trapasso e Taverna».

«Palline piccoline» In particolare, Antonio Ribecco (da non confondersi con l’omonimo candidato sindaco di Casapound non indagato anche se i due sono parenti) viene intercettato, è il marzo 2017, mentre spiega al figlio Natale come suddividere in dosi la droga in loro possesso: «tu la metti tutta insieme, la spacchi tutta quanta insieme così la mungi (sbricioli) e dopo la fai scendere così, le palline piccoline e tutte le cose e la così che si attacca tutta quanta». Non solo il rifornimento. Per il giudice ai Ribecco «compete anche la cessione della droga ai referenti territoriali e la stessa tenuta dei depositi di stoccaggio», col risultato che agli inquirenti i tre «appaiono il collante e il motore del sodalizio» protagonista di un «intenso traffico di droga», con l’attività di spaccio che coinvolge anche un bar di Ponte Valleceppi (Perugia).

Gli albanesi Nell’inchiesta anche due narcotrafficanti albanesi residenti in Umbria, Ilirjan Cali e Sherif Arapi, entrambi considerati «abituali fornitori dei Ribecco per immettere sostanza sul mercato di Perugia». Il primo, 42enne, è stato già arrestato a Umbertide nel maggio 2017 con oltre due chili di cocaina con principio attivo del 75-80 per cento e «quando viene scarcerate i Ribecco tentano di recuperare i contatti evidentemente per riattivare l’abituale rifornimento». Con Sherif Arapi, invece, emerge una trattativa, «Se te ne prendo mezzo a quanto me la dai?», che però  non va in porto perché «il prezzo di 46 euro al grammo viene ritenuto eccessivo». In carcere con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, oltre ai tre calabresi e ai due albanesi, sono finiti anche Francesco Valentini, Luigi Giappichini, Emiliano Regni, Fabrizio Conti e Antonio De Franco.

@chilodice

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