mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:42

‘Ndrangheta, dieci arresti alla cosca Mancuso: manette in Umbria per riciclaggio di denaro

Sono scattate anche in Umbria le manette per affiliati alla 'ndrangheta. Il Ros dei Carabinieri sta eseguendo in varie regioni arresti di persone legate alla cosca Mancuso

Carabinieri in azione

Sono scattate anche in Umbria le manette per affiliati alla ‘ndrangheta. Il Ros dei Carabinieri sta eseguendo in varie regioni italiane un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di dieci persone legate alla cosca Mancuso, operante nella provincia di Vibo Valentia, accusate a vario titolo di riciclaggio e reimpiego del denaro proveniente dal narcotraffico.

Le indagini hanno anche consentito di accertare dei «consistenti rapporti bancari» tra esponenti della cosca e un istituto di credito di San Marino. I provvedimenti – eseguiti in Calabria, Lazio, Umbria, Liguria ed Emilia Romagna – sono stati emessi dal gip del tribunale di Catanzaro su richiesta della procura distrettuale antimafia. La cosca Mancuso è già stata al centro di precedenti indagini riguardanti il narcotraffico dalle quali, sostiene il Ros, sono emersi gli «enormi interessi» dell’organizzazione nel narcotraffico internazionale, gestito in particolare da Vincenzo Barbieri, l’esponente di spicco della cosca ucciso in un agguato a San Calogero nel marzo scorso.

Gli accertamenti eseguiti dopo l’omicidio hanno consentito di ricostruire il complesso circuito utilizzato dalla cosca per riciclare e reimpiegare il denaro ottenuto con il narcotraffico. Sono stati inoltre individuati, in stretta collaborazione con le autorità di San Marino, i rapporti molto stretti che l’organizzazione aveva con una banca della Repubblica del Titano. I particolari dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà a Roma alle 11 presso la sede della Direzione nazionale Antimafia.

Il broker della droga legato alla cosca Mancuso Vincenzo Barbieri, ucciso nel marzo scorso in un agguato a San Calogero (Vibo Valentia), aveva numerosi conti correnti nominativi presso il Credito sammarinese. Barbieri, inoltre, avrebbe avuto contatti personali con Valter Vendemini, l’ex direttore generale dell’istituto di credito della Repubblica del Titano. Le indagini sul riciclaggio ed il reimpiego del denaro ottenuto dal narcotraffico sono condotte dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio, che nelle settimane scorse si è recato ripetutamente a San Marino per partecipare agli interrogatori di Vendemini. Prima del suo omicidio Barbieri era stato coinvolto in alcune indagini della Dda di Catanzaro contro il traffico internazionale di stupefacenti. Barbieri viveva da diverso tempo in provincia di Bologna e quando fu ucciso era tornato in Calabria per un breve periodo. Nei confronti di Barbieri, dopo il suo assassinio, fu eseguito un provvedimento di sequestro di beni, tra immobili e quote societarie, per svariati milioni di euro.

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