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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 17:19

‘Ndrangheta, tocca anche l’Umbria la confisca definitiva di beni per 13 milioni di euro

Si tratta di un terreno a Perugia che ora passa all’Agenzia nazionale deputata a gestire le proprietà tolte alla mafia

Un agente della Direzione investigativa antimafia

C’è anche un appezzamento di terreno a Perugia nell’elenco dei beni con un valore complessivo di 13 milioni che la Direzione investigativa antimafia ha confiscato in via definitiva a dieci persone, quattro delle quali attualmente in carcere, appartenenti a una famiglia di stampo ‘ndranghetista di origine cutrese legata al clan di Nicolino Grande Aracri. La confisca rientra nell’ambito dell’inchiesta ‘Aemilia’ sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emilia ed è diventata definitiva a seguito del giudizio della Corte di Cassazione. I beni sequestrati passano all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Cosa è stato confiscato In particolare, la confisca riguarda ventitré immobili di cui quattro a Reggio Emilia, sei a Bibbiano (Re), tre Vezzano sul Crostolo (Re), nove a Montecchio Emilia (Re) e uno a Cutro (Kr). Più quattro terreni per un totale di quasi cinque ettari, dei quali uno a Perugia, uno a Reggio Emilia e due a Crotone, nonché tredici mezzi tra auto, scooter e autocarri. Confiscate anche otto società con sedi in Italia e all’estero, in particolare tre a Parma, una a Reggio Emilia, una a Modena e tre in Romania, operanti, a vario titolo, nel settore delle costruzioni, una ditta individuale con sede a Montecchio Emilia (Re) nonché 45  rapporti finanziari, tra cui conti in Lituania e Romania.

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