lunedì 24 aprile - Aggiornato alle 19:13

Mostro di Firenze, il giudice assolve Alfredo Brizioli. Prescrizione per tutti gli altri

Scatti del giorno del ritrovamento del cadavere (foto tratta da Fioruccinews.it)

di Francesca Marruco

Cinque proscioglimenti per intervenuta prescrizione e un’assoluzione. È finita così la storia legata al presunto depistaggio legato alla morte del medico perugino Francesco Narducci, che secondo il pm perugino Giuliano Mignini sarebbe stato in qualche modo collegato agli omicidi seriali del mostro di Firenze. Come richiesto dal procuratore facente funzioni Antonella Duchini nella precedente udienza, stamani, il gup Carla Giangamboni ha assolto l’ avvocato Alfredo Brizioli, amico d’infanzia del medico deceduto e per molto tempo legale della famiglia Narducci e ha prosciolto per intervenuta prescrizione gli altri cinque imputati che al contrario di Brizioli non avevano rinunciato alla prescrizione. Davanti al gup Carla Maria Giangamboni sedevano sul banco degli imputati l’avvocato Alfredo Brizioli, che fu uno degli amici più stretti del gastroenterologo morto nel lago Trasimeno, il giornalista Mario Spezi, l’ex questore Francesco Trio, l’ex ispettore Ferdinando Zaccaria, il muratore Luigi Ruocco, ed Emma Magara, la donna di servizio dell’abitazione dei Narducci situata al Trasimeno che prima parlò di una lettera di due pagine che il gastroenterologo avrebbe lasciato prima di sparire nel Trasimeno bigliettino che il gastroenterologo lasciò prima di sparire con la sua barca al Trasimeno, quando invece avrebbe lasciato una lettera.

Reati In particolare, dopo che la Cassazione aveva sancito definitivamente l’assenza di un’associazione a delinquere, erano tornate al gip le accuse di minacce a pubblico ufficiale e rivelazione di segreto d’ufficio contestate ad Alfredo Brizioli. Sempre per Brizioli anche la contestazione di favoreggiamento per avere, secondo l’accusa, cercato di impedire l’accertamento sulla cartilagine tiroidea e per avere indotto i consulenti a negare la frattura di Francesco Narducci. Stesso discorso per le accuse di calunnia per aver denunciato alcuni giornalisti, di intralcio alla giustizia e minacce a pubblico ufficiale. Sempre per Brizioli e l’ex questore Francesco Trio, era stata annullata con rinvio la contestazione di interruzione di pubblico ufficio per avere turbato la regolarità delle indagini del Gruppo Investigativo dei delitti seriali Firenze – Perugia( per cui Giuttari ora si è costutuito parte civile). Annullate con rinvio anche le contestazioni ad Emma Magara per falsa testimonianza e per Mario Spezi, Luigi Ruocco, Zaccaria Ferdinando, per calunnia e diffamazione a mezzo stampa. Se non ci sarà nessun ricorso, le lunghissime indagini finiranno qui.

Le tappe Tutto era iniziato l’8 ottobre 1985, poche settimane dopo l’ultimo delitto del mostro di Firenze: Francesco Narducci viene visto per l’ultima volta a bordo della sua barca sul lago Trasimeno. Sarà ritrovato cadavere quattro giorni dopo. La famiglia, da subito parla di una tragica disgrazia. Non viene effettuata nessuna autopsia. Nel 2001 la procura di Perugia apre un’inchiesta sulla morte del medico 36enne. Nel 2002 viene riesumata la salma del medico e la perizia dell’accusa parla di “morte compatibile con soffocamento o strangolamento”. Per gli inquirenti esistevano collegamenti con ambienti fiorentini vicini agli omicidi seriali del mostro. Ma mai nessuna inchiesta ha coinvolto direttamente Francesco Narducci con gli eventi toscani e a tantissimi anni di distanza, con tanti pronunciamenti intervenuti, non restano che le briciole adesso spazzate via da una sentenza di proscioglimento, che potrebbe essere l’ultima, se nessuno farà ricorso.

  • Loredana Solerte

    Troppo strana la morte di Narducci e soprattutto troppo strani i comportamenti di coloro che avrebbero dovuto chiarire ed invece hanno di fatto insabbiato la verità . Ora risultano tutti assolti. Francamente non si capisce come ciò possa accadere. Poi mi viene in mente il caso di un altro serial killer che col mostro di Firenze c’entra ben poco, Danilo Restivo. In Italia, grazie alla forte influenza della famiglia di Danilo Restivo, non si era riusciti ad arrestarlo… e allora, nel mio piccolo, capisco che dev’essere un problema prettamente italiano…