giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 16:16

Moschea di Umbertide: indagato l’ex sindaco Giulietti e quattro assessori. Atti sequestrati in Comune

Al centro dell’inchiesta la delibera di giunta del 2013 che riguarda una parte dei terreni assegnati all’associazione culturale islamica

di Daniele Bovi

Una «delibera incongruamente motivata e adottata in violazione di legge, in primis in relazione al profilo della mancata indicazione di un’asta pubblica», è quella che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati per abuso d’ufficio in concorso l’ex sindaco di Umbertide, Giampiero Giulietti, e quattro assessori della vecchia giunta di centrosinistra al timone tra il 2009 e il 2014. La vicenda è quella relativa alla «procedura amministrativa che ha condotto all’assegnazione dei lotti di terreno dell’ex serra comunale all’Associazione culturale islamica di Umbertide». Per intenderci il discusso centro culturale islamico al centro della diatriba politica. Tale procedura – si legge nel decreto di sequestro notificato agli indagati – si è svolta «dal 2011 al 2015 tra la gara e il rilascio della concessione edilizia».

«Delibera adottata in violazione di legge» Il procedimento penale che nelle ultime ore ha portato al sequestro e all’acquisizione di alcuni documenti in Comune è stato innescato da esposti presentati dal consigliere regionale Valerio Mancini. Secondo gli inquirenti le «doglianze evidenziate» dall’esponente della Lega Nord hanno trovato «parziale riscontro, allo stato, in relazione alla fase di assegnazione e aggiudicazione dell’ulteriore lotto L13» cui si fa riferimento nella delibera di giunta dell’8 febbraio 2013 (documento facilmente rintracciabile nell’archivio del sito internet dell’amministrazione). Tale delibera – sottolinea il procuratore Gemma Miliani, che coordina l’inchiesta dei carabinieri – «appare ad oggi incongruamente motivata e adottata in violazione di legge in primis in relazione al profilo della mancata indizione di un’asta pubblica».

Indagati anche quattro assessori Nel decreto di sequestro, insieme all’ex sindaco Giulietti, già parlamentare del Partito democratico, compaiono i nomi degli ex assessori Simona Bellucci, Stefania Bagnini, Federico Ciarabelli e Maria Cinzia Montanucci. L’ex sindaco è difeso dall’avvocato Sandro Picchiarelli, Bellucci dal collega Marco Paone, gli altri d’ufficio da Luca Gentili. I carabinieri hanno acquisito i documenti relativi alla fase della gara e all’aggiudicazione dei lotti (con gli atti legati ai pagamenti) più altre carte della pratica edilizia insieme ai documenti della procedura amministrativa utili agli accertamenti di un’indagine che, nell’immediato dal punto di vista politico, promette ulteriori scintille.

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