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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 10:14

Morto dopo broncoscopia all’ospedale di Perugia: le prime verità dall’autopsia

È durato due ore l’esame sul corpo del 73enne Mariano Cecchetti affetto da una neoplasia polmonare

di En.Ber. 

È durata circa due ore l’autopsia di Mariano Cecchetti, il 73enne di Umbertide morto venerdì all’ospedale Santa Maria della Misericordia durante il ricovero in day hospital per una broncoscopia. Massimo riserbo sull’esito dell’esame ma secondo alcune indiscrezioni – è solo un’ipotesi – potrebbe trattarsi di un decesso cardiaco su un paziente affetto da neoplasia polmonare. La Procura della Repubblica ha iscritto sul registro degli indagati i nomi di tre pneumologi e di un’anestesista dell’ospedale di Perugia. All’esame autoptico svolto dal medico legale Donatella Fedeli, consulente del pm, hanno partecipato anche gli specialisti Stefano Baglioni, Sergio Scalise Pantuso, Pierfrancesco Monaco, Antonio Galzerano e Anna Maria Verdelli per l’Azienda ospedaliera.

Il quesito Il pm ha chiesto alla consulente di «accertare le cause della morte» dell’anziano paziente. Le viene chiesto, inoltre, anche all’esito dell’analisi dei documenti sanitari relativi al ricovero, di «accertare se il decesso di Cecchetti sia in rapporto causale con l’operato dei medici che lo hanno avuto in cura». Il medico legale dovrà «stabilire se i medici abbiano agito con imperizia, imprudenza o negligenza nella fase diagnostica e terapeutica», descrivendo nell’eventualità «il tipo di responsabilità dei singoli professionisti e dei soggetti coinvolti», specificando anche «se una diversa condotta avrebbe, con alto grado di credibilità razionale e probabilità logica, evitato il decesso». Il consulente dovrà spiegare «se i sanitari hanno agito con imperizia nell’esecuzione delle raccomandazioni di linee guida o buone pratiche clinico assistenziali adeguate, tenendo conto del grado di rischio da gestire e delle specificità dell’atto medico posto in essere». Gli imputati sono difesi dagli avvocati Claudio Cimato, Andrea Pierozzi, Sebastiano Pirisi e Delfo Berretti. Per le persone offese, vale a dire i familiari della vittima, questa mattina era presente l’avvocato Giuseppe Montone in sostituzione dell’avvocato Cristian Rosa.

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