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domenica 5 febbraio - Aggiornato alle 12:15

Morì a 35 anni per un mix di cocaina e metadone: gli amici hanno provato a salvarlo con due fiale di morfina

Umbertide, Matteo Tironzelli ucciso da un mix di cocaina e metadone. Due persone indagate

Cocaina (foto archivio)

di Enzo Beretta

Per la morte di Matteo Tironzelli, deceduto all’età di 35 anni per un’overdose di droga, il cui cadavere è stato trovato il 12 giugno 2020 nel letto di un appartamento a Umbertide, la Procura di Perugia accusa l’amica proprietaria di casa, di 40 anni, e un 39enne, dei reati di cooperazione in omicidio colposo e concorso in omissione di soccorso. Stando a quanto ricostruisce il procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini i due, «cooperando fra loro negligentemente, in ragione dello stato di overdose in cui versava Tironzelli, a seguito di assunzione di cocaina e metadone, omettevano di attivare il soccorso pubblico al fine di impedire il decesso determinato da intossicazione acuta».

«Derivato della morfina» Sfogliano e imputazioni si legge che il 39enne, «attorno alle 18.30 dell’11 giugno (quindi il giorno prima del rinvenimento del cadavere, ndr), intervenuto appositamente presso l’abitazione della donna su sollecitazione di lei, constatate le condizioni di Tironzelli gli iniettava due fiale di naxolone malgrado privo di abilitazione medica». Il naxolone – si legge nel sito internet dell’Enciclopedia Treccani – è un «derivato della morfina» che «agisce come antagonista degli oppioidi per cui viene utilizzato per via venosa nel trattamento dell’insufficienza respiratoria indotta dall’eroina o da altri oppioidi».

Le indagini sulla morte I due indagati, come detto, vengono ritenuti responsabili anche del reato di omissione di soccorso: «In concorso fra loro – scrive Petrazzini – omettevano di attivare il soccorso pubblico in conseguenza dello stato di overdose in cui versava Tironzelli a seguito di assunzione di cocaina e metadone».

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