mercoledì 16 ottobre - Aggiornato alle 17:37

Millantava rapporti con giudici delle aste fallimentari: maxi-truffa da 250 mila euro

Chiesto il processo per un tifernate. Prometteva prezzi di favore per l’acquisto di case e auto di lusso

La procura di Perugia

di Enzo Beretta

Millantava contatti con giudici compiacenti e avvocati in grado di influire dall’interno nel sistema delle aste giudiziarie italiane che avrebbero garantito prezzi di favore per l’acquisto di auto di lusso, mezzi agricoli ed appartamenti – a Taormina, Cortina e Madonna di Campiglio – ma secondo i carabinieri si trattava di una truffa. Con quest’accusa, infatti, un 47enne di Città di Castello si presenterà stamani al gip di Perugia, Natalia Giubilei, in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura del capoluogo umbro.

Ingiusto profitto A conti fatti – si legge nei primi due capi di imputazione – l’ingiusto profitto ammonta a 269 mila euro. Negli atti sono 19 le persone offese, il procedimento penale è stato aperto in seguito alla denuncia di un tifernate (assistito dagli avvocati Eugenio e Monica Zaganelli) al quale sarebbero stati spillati 138 mila euro. Stando a quanto scrive il pm Mara Pucci l’imputato si è «approfittato della minorata difesa» della persona offesa «in ragione del rapporto fiduciario e del livello di istruzione, tali da indurre a credere alla serietà delle proposte e alla genuinità della documentazione esibita e consegnata».

Lo stemma della Repubblica italiana I fatti oggetto delle contestazioni risalgono al 2016. All’imputato, difeso dall’avvocato Roberto Bianchi, viene anche contestato il reato di falso, sia ideologico che materiale, avendo formato «falsi atti pubblici, in particolare apparentemente emessi dalla Procura della Repubblica, con riproduzione dello stemma della Repubblica italiana in cui era indicato il suo nome, spesso fatto apparire come custode nominato dall’autorità giudiziaria dei beni acquistati all’asta fino alla loro materiale consegna agli acquirenti». Tra i legali delle persone offese, di Città di Castello, San Giustino, Magione, Gubbio e Citerna, c’è anche l’avvocato Ubaldo Minelli.

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