venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 14:05

Migranti, nuovo caso Salvini per nave in arrivo. Bassetti: «Non si chiudono i porti»

«Non si può rischiare di creare disagio o fare morire persone a bordo delle navi»

Il cardinale Gualtiero Bassetti

di Maurizio Troccoli

Se il Governo italiano si ritrova in un nuovo caso ‘migranti’, tra chi intende aprire i porti a chi salva vite umane e chi, come il ministro dell’Interno intende chiuderli, il presidente della Cei e cardinale di Perugia Bassetti è lapidario: «I porti non si chiudono».

Bassetti Lo fa in occasione della celebrazione eucaristica di San Benedetto nella basilica di San Miniato al Monte a Firenze. Dichiara di non entrare nel merito delle polemiche del Governo ma di non sottrarsi al pensiero della Chiesa che è quello della parabola del ‘Buon Samaritano’, ovvero «prendersi cura dell’altro». «Non si possono chiudere i porti – ha detto – se c’è una nave in difficoltà nel mare. Non si può rischiare di creare disagi o fare morire le persone a bordo».

La ricostruzione Le dichiarazioni arrivano nel giorno in cui il Governo è impegnato con il caso della nave Diciotti, il pattugliatore della Guardia costiera che ha caricato i 67 migranti recuperati dal rimorchiatore Vos Thalasso, a bordo del quale si sarebbe registrata tensione per via del timore di essere consegnati ai libici. L’episodio della tensione dimostrata da alcuni degli immigrati che avrebbero messo in difficoltà il capitano della nave, perchè spaventati della rotta verso sud, poi tranquillizzati dall’equipaggio che ha promesso l’imminente arrivo delle autorità italiane, è diventato un caso politico. Per Salvini si è trattato di una rivolta inaccettabile e quindi ha chiesto rassicurazioni che in caso di arrivo in Italia i protagonisti di una simile azione fossero arrestati. Precondizione, a suo giudizio, per l’autorizzazione ad attraccare. Dai principali quotidiani italiani si apprende che la nave è in arrivo al porto di Trapani.

E’ l’ennesimo caso che mette in difficoltà il Governo italiano tra chi sceglie la strada del dialogo con le autorità degli altri Paesi per la valutazione, di volta in volta, del permesso  di attraccare e chi, invece, come il ministro dell’Interno, è intenzionato a dimostrare la linea dura, promettendo di recarsi oggi stesso a Strasburgo, con gli altri ministri dell’Interno della Ue, per andare a fare gli interessi degli italiani che si tradurrebbero in un migrante in meno in entrata in Italia rispetto a quelli in uscita.

Le dichiarazioni di Bassetti giungono quindi nel pieno dell’ennesima polemica sui ‘porti chiusi’. Ha parlato quindi di problema globale di «una politica perversa – citando Paolo VI – grazie alla quale i ricchi si arricchiscono sempre di più rispetto ai poveri». Ha poi detto che il fenomeno delle migrazioni interessa «tutto il mondo e non basta neppure solo l’Europa, ma sono le logiche mondiali che devono cambiare». Ha quindi richiamato la figura di San Benedetto e la sua idea del monastero, quando diceva che ‘se lo straniero bussa alla porta va accolto come fosse Cristo in persona’, ribaltando il paradigma da ‘nemico’ a ‘ospite’. Quindi ha ribadito un concetto della Chiesa che non necessita, forse, neppure di essere ricordato e lo ha fatto con una terminologia a lui cara: «Quando arrivano queste navi cariche di disgraziati non si possono chiudere i porti, con il cuore in mano vi chiedo che nessuno sia lasciato morire in mare». E poi: «Si è perso il senso del fratello».

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