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martedì 9 agosto - Aggiornato alle 00:50

Meredith, sentenza della Cassazione: Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti in via definitiva

di Francesca Marruco

E’ tutto finito. Per sempre. Nessuno potrà mai più processare Amanda Knox e Raffaele Sollecito adesso che la giustizia italiana li ha assolti in via definitiva per non aver commesso il fatto. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Corte di Cassazione, che ha annullato senza rinvio in virtù della vecchia insufficienza di prove, la sentenza di appello bis che li aveva condannati. I giudici sono rimasti in camera di consiglio circa dieci ore, al termine delle quali hanno messo la parola fine alla lunghissima storia giudiziaria legata all’omicidio della studentessa inglese, che secondo la giustizia italiana, ha un solo colpevole, Rudy Hermann Guede, e tanti dubbi ai quali nessuno darà mai una risposta certa.

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Reazioni La giovane americana ha atteso il verdetto a Seattle e poco dopo, al telefono con i suoi avvocati ha detto di essere felice «perché adesso finalmente riprendo la mia vita». Raffaele nella casa di famiglia a Bisceglie insieme al padre, è scoppiato in lacrime al telefono con la sorella Vanessa, l’unica della famiglia rimasta a Roma per seguire la lettura della sentenza, che ha demolito la condanna di Firenze stabilendo, per sempre, che i due ex fidanzati sono innocenti.

Il verdetto I giudici della Suprema corte hanno annullato senza rinvio la sentenza dell’Appello bis emesso dalla Corte d’Assise di Appello di Firenze, confermando invece per Amanda la condanna a 3 anni e mezzo per la calunnia, che la ragazza ha già scontato.

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Reazioni a caldo Secondo Giulia Bongiorno, che è letteralmente uscita dall’aula saltando e con le lacrime agli occhi per la commozione, «è davvero è un giorno importantissimo per Raffaele Sollecito ma anche per la giustizia: è stato per 4 anni in carcere, li ha affrontati a testa alta senza protestare e imprecare. Mi piace come ha affrontato questo processo. La sentenza era costellata di errori e infatti il verdetto di oggi ci dà pienamente ragione». Bongiorno ha detto di aver «appena sentito Raffaele, non aveva ben capito gli aspetti tecnici della sentenza». Anche l’avvocato Luca Maori, che lo ha difeso sin dal primo istante in questa lunghissima vicenda, era visibilmente commosso. Appena fuori dall’aula ha abbracciato forte la sorella di Raffaele Sollecito, l’unica della famiglia rimasta in aula che gli ha chiesto se davvero fosse tutto finito. E mentre lei abbracciava il loro legale che ha voluto sottolineare come «avevamo ragione noi, ce l’abbiamo sempre avuta e questo lo dimostra. Bastava leggere bene tutti gli atti, come finalmente una corte ha fatto. Adesso Raffaele potrà riprendersi la sua vita e tornare alla normalità».

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La commozione dell’avvocato Ghirga Neanche il navigato penalista perugino Luciano Ghirga riesce a trattenere la commozione e alle tante telecamere che gli chiedono un commento dice: «I giudici hanno avuto le spalle larghe e la sapienza da leoni oltre che una grande sapienza giuridica». E’Carlo Della Vedova invece, che ha difeso la Knox a dire: «Amanda è felice, ci ho appena parlato, piange. Chiederemo il risarcimento per ingiusta detenzione».

L’amarezza dei Kercher E’Francesco Maresca invece, il legale della famiglia Kercher, ad uscire dal Palazzaccio con un’espressione funerea e a riferire che i parenti di Mez «sono rimasti sorpresi come lo siamo noi. La giustizia, si può dire, non è stata completa – ha spiegato – perché non è stato possibile capire chi era insieme a Rudy Guede durante l’omicidio».

Raffaele: torno alla normalità Poco dopo arriva anche il commento di Raffaele che dice: «Sono immensamente felice che quella stessa magistratura che mi ha condannato ingiustamente mi ha restituito oggi la dignità e la libertà». E’ quanto ha detto lo stesso Raffaele al telefono con i suoi legali. «Finalmente posso riprendermi la mia vita. Sono ancora incredulo. Finalmente non dovrò più occuparmi di carte giudiziarie e posso tornare alla normalità».

Lunga vicenda Amanda e Raffaele si sono sempre dichiarati innocenti. Fin da quel lontano novembre del 2007, quando vennero arrestati dalla polizia di Perugia. Gli unici giudici che credettero alla loro versione furono quelli di secondo grado a Perugia. Tutti gli altri, quelli del primo processo a Perugia, la prima sezione della Cassazione che si occupò di loro, e la corte d’Assise d’Appello di Firenze li hanno invece indicati come colpevoli. E adesso, la Suprema corte italiana li assolve per sempre, restituendo la libertà ai due giovani che hanno sempre gridato la loro innocenza.

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Cinque sentenze Questa è la quinta sentenza emessa ‘in nome del popolo italiano’. Dopo la prima a Perugia in cui Amanda e Raffaele vennero condannati a 25 e 26 anni di carcere, arrivò quella di secondo grado, sempre emessa da una Corte perugina, che portò la libertà agli ex fidanzatini. E’ stata poi la Corte di Cassazione a far retrocedere tutti di una casella, annullando la sentenza di secondo grado e rimandando alla corte di Firenze che li condannò. E adesso di nuovo la Cassazione. Che ha messo una pietra tombale su otto anni di altalene umane e giudiziarie, lasciando tutti a bocca aperta, chi per gioia e chi per rabbia.

 

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