mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 21:55

Meredith: il processo sul video choc con il cadavere trasferito a Bari

Il fascicolo aperto nei confronti di alcuni familiari di Raffaele Sollecito e di alcuni giornalisti dell'emittente pugliese Telenorba per aver mandato in onda riprese in cui si vedeva il cadavere di Meredith Kercher passerà alla procura di Bari come avevano chiesto le difese degli imputati.

Il padre di Raffaele, Francesco Sollecito (foto F.Troccoli)

di Fra.Mar

Il fascicolo aperto nei confronti di alcuni familiari di Raffaele Sollecito e di alcuni giornalisti dell’emittente pugliese Telenorba per aver mandato in onda riprese in cui si vedeva il cadavere di Meredith Kercher passerà alla procura di Bari come avevano chiesto le difese degli imputati. Il gip Alberto Avenoso ha dunque stabilito che Perugia è incompetente territorialmente per procedere su questo caso. Le accuse a vario titolo sono  diffamazione, violazione della privacy e pubblicazione arbitraria di atti d’indagine. Gli avvocati Francesco Crisi e Marco Brusco hanno già anticipato che adesso chiederanno l’estromissione delle intercettazioni telefoniche.

Gli imputati L’udienza preliminare vede coinvolti cinque familiari di Raffaele Sollecito e due giornalisti dell’emittente pugliese Telenorba tutti ritenuti responsabili di aver diffuso spezzoni del video della polizia scientifica in cui si vedeva chiaramente il corpo martoriato di Meredith Kercher e’stata rinviata al 28 marzo prossimo.

Le accuse Il video oggetto del procedimento, secondo la ricostruzione accusatoria, era legalmente nelle mani di Vanessa e Francesco Sollecito, rispettivamente sorella e padre di Raffaele. La diffusione dello stesso, secondo l’ipotesi accusatoria,  sarebbe stata voluta «allo scopo di assicurare l’impunita’ a Raffaele Sollecito dal reato di omicidio». Secondo i pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi, i Sollecito avrebbero fatto diffondere quelle immagini «impressionanti del cadavere nudo di Meredith, in modo da poter turbare il comune sentimento della morale e da poter provocare il diffondersi dei delitti, nonche’ offeso, in tal modo, la reputazione della giovane».

Le parti in causa Le drammatiche immagini del corpo straziato di Meredith andarono in onda il primo aprile del 2008 su ‘Il Graffio’ e sulla rubrica ‘TG Norba Mattino’ di Telenorba. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Marco Brusco e Francesco Crisi. L’avvocato Francesco Maresca rappresenta invece la famiglia Kercher come parte civile.

Altro dolore per i Sollecito È «l’ennesimo dolore» per la famiglia di Raffaele Sollecito il trasferimento da Perugia a Bari degli atti relativi al procedimento scaturito dalla trasmissione in tv delle immagini del cadavere di Meredith Kercher: lo sostiene l’avvocato Luca Maori, uno dei difensori del giovane (non coinvolto in questa indagine) nel processo per l’omicidio della studentessa inglese, accusa dalla quale è stato assolto in appello. Secondo il legale si è tratto di una «ingiustizia». «Il procedimento – ha sottolineato Maori – si sarebbe dovuto chiudere oggi senza un più lungo iter».

 

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