lunedì 26 agosto - Aggiornato alle 04:44

Meredith, la Corte dice no a nuove perizie. Chiuso il dibattimento, si va verso la sentenza

La Corte ha ritenuto «superflua» la realizzazione di una nuova perizia. Chiuso il dibattimento quindi dal 23 settembre si entrerà nella fase conclusiva

Amanda Knox mercoledì mattina in aula (foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco e Daniele Bovi

Stop alla guerra delle perizie. La Corte d’assise d’appello di Perugia mercoledì mattina, dopo una breve camera di consiglio, ha detto no alla richiesta dell’accusa di una nuova perizia sulle tracce di Dna nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox. Un no è arrivato anche a una nuova deposizione di Luciano Aviello. La corte ha poi dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale, proiettando il processo sempre più verso la sentenza di secondo grado per Amanda Knox e Raffaele Sollecito. I due ex fidanzati ci sperano, sanno che la decisione della corte è un punto a favore delle difese. Ma sanno anche che fin quando non ci sarà una sentenza scritta possono solo continuare a sperare, senza nessuna sicurezza.

Si riprende il 23 settembre Intanto il processo è stato sospeso, per dare il tempo ai giurati di incamerare le tantissime informazioni scientifiche che hanno ricevuto in questi giorni e permettere alle parti di prepararsi per la battaglia finale che inizierà il 23 settembre prossimo con la requisitoria della procura generale. A seguire le arringhe delle difese e l’attesissima sentenza, che sia in un senso che nell’altro è destinata a portarsi dietro uno strascico di polemiche.

Le ragioni del no della corte Come ha detto oggi l’avvocato di Amanda Knox, Luciano Ghirga, «la rinnovazione della perizia non ammessa uguale esito del processo favorevole (per le difese, ndr) è un’equazione giuridicamente non consentita», ma impossibile che nessuno l’abbia fatta. La corte, guidata da Claudio Pratillo Hellmann ha motivato la sua decisione affermando che «la rinnovazione della perizia appare superflua a prescindere dalla sussistenza o meno delle lacune evidenziate dalla procura generale e condivise dalla parte civile. Gli accertamenti effettuati dai periti -ha affermato ancora – e le valutazioni dei consulenti di parte consentono a questa corte di formare un proprio e ragionato convincimento».

Le ragioni della richiesta della procura Le parole del pubblico ministero Manuela Comodi non sono bastate a convincere i giudici della necessità di fare nuove analisi su quei due reperti indagati in lungo e in largo da un plotone di esperti. Il magistrato prima che la corte si riunisse in camera di consiglio ha detto: «ci sono appunti oggettivi che vanno fatti alla perizia al di là del merito, perché c’è una traccia, come hanno sostenuto più consulenti, non solo quelli della procura, analizzabile e utilizzabile. E’ un low copy number, ma si può analizzare».  «Se nomino un perito terzo – ha argomentato  –  è per accertare fino in fondo la verità, e quindi un tentativo va fatto». Il pm ha anche non senza polemica evidenziato  che i periti Stefano Conti e Carla Vecchiotti, che hanno redatto la perizia in cui viene messo in dubbio il lavoro della polizia scientifica,  erano autorizzati ad acquisire tutto, e, mentre «da una parte hanno chiesto tutto, dall’altra, non solo non hanno chiesto, ma hanno più volte asserito che i controlli negativi non esistevano».  «I periti (Conti e Vecchiotti, ndr)– ha aggiunto -non hanno risposto ai quesiti che avevate posto. Non sono giunti a loro conclusioni, hanno fatto affermazioni apodittiche. Hanno lanciato dei dubbi, il compito del perito non è insinuare ma dare ulteriori certezze a chi deve decidere». La procura ha anche chiesto di risentire Luciano Aviello, l’ex pentito che indicava nel fratello l’autore dell’omicidio di Meredith Kercher, che poi a luglio scorso ha ritrattato tutto dicendo di essere stato pagato dalla difesa Sollecito per dirlo. Alla richiesta del magistrato si è unita quella degli avvocati di parte civile. Il legale fiorentino Francesco Maresca, che insieme alla collega Serena Perna, rappresenta la famiglia Kercher, ha sostenuto la necessità di analizzare quella traccia campionate durante le ultime operazioni.

Le opposizioni delle difese Alla richiesta si sono ovviamente fermamente opposte le difese, l’avvocato Luca Maori che insieme all’onorevole Giulia Bongiorno difende Raffaele Sollecito, l’ha definita una «richiesta inammissibile», ricordando poi, con il calendario alla mano di quante volte abbiano chiesto i controlli negativi alla polizia scientifica senza ottenere nulla se non quando ne venne disposta la produzione da parte del gup Paolo Micheli in udienza preliminare. L’avvocato Luciano Ghirga per Amanda Knox ha invece opposto un «no assoluto», dicendo che la procura si è sempre opposta alla richiesta di una nuova perizia e ora non può farlo perché quella fatta va a loro discapito. «Un gioco delle tre carte» lo ha definito ancora Luca Maori che invece su Aviello ha detto: «E’stata la stessa accusa a definirlo assolutamente inattendibile, e adesso si chiede di risentirlo?E’ora di smetterla e di chiudere il processo il piu’presto possibile».

Torre e il coltello mai lavato In mattinata erano stati sentiti i consulenti di parte di Amanda Knox, il professor Carlo Torre, aveva mostrato alla corte come secondo lui il coltello che in primo grado era stato ritenuto l’arma del delitto non poteva essere stato lavato ( come ha sostenuto l’accusa) perché altrimenti l’amido che ancora c’è, sarebbe stato lavato via. Inoltre, data la forte assorbenza dello stesso, se con quel coltello fosse stato ferito qualcuno avrebbe dovuto trattenerne il sangue. E’ stato l’ultimo battibecco su un argomento scientifico ora che nessuna nuova perizia verrà fatta.

Reazioni opposte Al termine dell’udienza, commenti prevedibilmente opposti, se il pubblico ministero Manuela Comodi ha detto «me lo aspettavo», puntualizzando che «ci si separa dai mariti, quindi ci si può separare anche dai periti sbagliati», l’avvocato Luca Maori che difende Raffaele Sollecito ha affermato « la corte ha giustamente respinto la richiesta del pm di disporre una nuova perizia con nuovi periti, una cosa assurda e  fuori da ogni logica». Accomodante o provocatorio l’avvocato di parte civile Francesco Maresca che ha detto di «apprezzare la motivazione con cui hanno rigettato una nuova perizia», «evidentemente –  ha aggiunto – la corte d’assise d’appello è soddisfatta e con la serenità necessaria va ad ascoltare tutte le parti». «Se era scontato che l’accusa tentasse di indebolire la perizia- ha detto l’onorevole Giulia Bongiorno –  chiedendone un’altra era altrettanto insensato disporla».

Attesa e strategie E allora, se Amanda è  «molto preoccupata per le udienze» ma « inizia a vedere la luce in fondo al tunnel» come ha detto il padre,  e Raffaele è «sicuramente più fiducioso di qualche giorno fa», non resta che aspettare e vedere cosa diranno accusa e difese per convincere i giudici dell’una o dell’altra tesi. Colpevoli? Innocenti? Forse colpevoli ma impossibile provarlo? Meno di un mese di attesa.

 

 

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