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venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 17:54

Perugia, maxi-inchiesta antidroga. Cantone: «I nigeriani sono i re del traffico di eroina»

Ventiquattro chili sequestrati in un anno e 19 arresti nelle ultime ore. Spacciavano in bici e monopattino tra Fontivegge e Monteluce

di Enzo Beretta 

Ventiquattro chili di eroina, che venduti per strada al dettaglio avrebbero fruttato un milione di euro, e 150 mila euro in contanti, sono stati sequestrati dalle forze dell’ordine di Perugia nell’ambito di una maxi-inchiesta antidroga che nelle ultime ore ha portato in carcere 12 persone e altre sette agli arresti domiciliari. La Procura umbra, diretta da Raffaele Cantone, in una nota parla del «ruolo predominante dei nigeriani nel traffico di eroina». Il gip di Perugia ha disposto, inoltre, l’obbligo di dimora per altre due persone e l’obbligo di firma per altri tre: gli indagati vengono accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di eroina. Le investigazioni – che oltre all’Umbria hanno interessato le città di Giugliano (Napoli) e Frignano (Caserta) – hanno consentito di individuare le fonti di approvvigionamento dello stupefacente che vedeva quale terminale la città di Perugia: tre distinti gruppi di cittadini nigeriani – spiegano fonti inquirenti – avrebbero operato per far arrivare la droga dall’estero e dall’area campana che poi, una volta trattata, veniva rivenduta a connazionali che a loro volta rifornivano i livelli inferiori costituiti da spacciatori nordafricani, in prevalenza cittadini tunisini operanti nei comuni di Perugia e nell’hinterland, che si occupavano delle cessioni su strada. L’attività di spaccio al dettaglio veniva effettuata su tutto il territorio urbano, in particolare i pusher erano attivi nei quartieri di Fontivegge, Ponte San Giovanni e Monteluce e nei comuni di Corciano e Sinalunga. Continue le cessioni, eseguite a qualunque ora del giorno e della notte utilizzando, per raggiungere i punti d’incontro, i mezzi più disparati: i militari hanno cosi monitorato spostamenti effettuati in auto, a piedi, in bici e perfino con monopattini.

«Altissima qualità» Durante le attività investigative – viene spiegato – tra febbraio e dicembre 2021 sono state arrestate in flagranza di reato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti 15 persone. Tra i sequestri più importanti gli investigatori ricordano quello eseguito nel giugno 2021, nel quartiere di Fontivegge, quando sono stati rinvenuti 12 chili di droga di «altissima qualità» nascosti in un mobile: una volta tagliata e immesso sul mercato avrebbe consentito di ottenere 15mila dosi che avrebbero potuto fruttare fino a mezzo milione di euro. A luglio, invece, sono stati bloccati due corrieri sulla tratta ferroviaria Roma-Perugia che avevano ingerito, per trasportarli, dieci ovuli (100 grammi). Un altro ‘trasportatore’ è invece stato fermato all’aeroporto di Bologna mentre tentava di introdurre in Italia un chilo e mezzo di eroina occultata nello zaino. Quest’ultimo arresto – riferisce Cantone – ha riscontrato lo spessore criminale degli indagati, in grado di far giungere sul mercato locale grossi quantitativi di eroina direttamente dalla Nigeria, senza la necessità di ricorrere ad intermediari.

24 chili in due operazioni L’ultima operazione contro il traffico di stupefacenti segue di poche settimane quella di pochi mesi fa che aveva portato all’arresto di quattro nigeriani ai quali sono stati sequestrati 86 mila euro e nove chili di droga. Gli ultimi provvedimenti cautelari – si legge nel comunicato – costituiscono quindi il completamento della precedente attività investigativa che «ha messo in rilievo il ruolo predominante dei nigeriani nel traffico di eroina». Complessivamente le due indagini, in poco più di un anno, hanno consentito di sottoporre a misure cautelari personali 45 persone e sequestrare 24 kg di eroina e 150 mila euro. La sostanza, sempre di eccellente qualità, tagliata e suddivisa in dosi, avrebbe fruttato su strada un valore orientativo di oltre un milione di euro.

In carcere I destinatari della misura cautelare in carcere sono stati accompagnati nel carcere di Perugia Capanne: a tre degli indagati è stata inoltre contestata la fabbricazione ed il possesso di documenti falsi come patenti di guida, carte d’identità valide per l’espatrio e tessere sanitarie, attestati realizzati verosimilmente in altra regione. In sede di esecuzione sono risultate irreperibili 6 persone il cui rintraccio è attualmente in corso.

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