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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 01:53

Maxi frode sui carburanti diretti all’Umbria: evasi 34 milioni di euro di Iva

L’Agenzia delle Dogane ha scoperto la società romana che acquistava prodotti dall’Est Europa non pagando le tasse

L'Agenzia delle dogane

Una maxi evasione di circa 34 milioni di Iva a una società romana risultata coinvolta in una frode nel settore dei prodotti petroliferi provenienti dall’Est Europa e destinati all’Umbria. È quantocontestato dalla procura di Perugia a conclusione delle indagini svolte dai funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli del capoluogo umbro. L’evasione dell’Iva consentiva di immettere sul mercato il carburante a prezzi notevolmente competitivi. I funzionari doganali hanno tracciato l’intera filiera sia rispetto ai luoghi di transito e stoccaggio del prodotto, sia rispetto alle numerose società “cartiere” funzionali alla frode ed interposte nei vari passaggi commerciali fino alla definitiva destinazione anche al mercato umbro.

Frode carosello È stato accertato che la società romana, tra il 2015 e il 2018, oltre a operare nel settore dei carburanti, ha commercializzato svariate tipologie di merci (autovetture, gasolio, articoli per la casa, alimentari, prodotti elettronici, ecc.). L’intera attività era svolta in completa evasione di Iva e delle altre imposte. Il prodotto petrolifero veniva “procurato” sul mercato dell’Unione europea, mentre, per le altre tipologie di merci, la società si approvvigionava presso fornitori nazionali. In questo secondo caso, riusciva ad evitare l’anticipo dell’Iva al proprio fornitore, vantando illegittimamente il possesso dello status di “esportatore abituale”, ovvero della qualifica attribuibile solo a coloro che nell’anno precedente hanno effettuato cessioni comunitarie o all’esportazione per un valore almeno pari al 10% del volume d’affari. L’Iva incassata con la successiva rivendita e non versata all’Erario, costituiva il frutto della frode.

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