Quantcast
lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 09:10

Marsciano, trovata discarica di materiali tossici e pericolosi: rischio diossina e presenza di amianto

Una impresa agricola risulta responsabile della gestione dell'aria di deposito illecito di rifiuti di ogni genere. La zona è quella di via Sant'Enea

Una delle parti della discarica

di MA.T

L’indagine nasce dala verifica da parte degli agenti della Forestale che hanno trovato, in Via Sant’Elena, nel comune di Marsciano, due capannoni con una copertura di amianto.

GUARDA LE IMMAGINI DELLA DISCARICA

Le indagini Dal successivo accertamento su questi edifici e su altri limitrofi è emersa la presenza di «notevoli quantitativi di rifiuti domestici e speciali – è scritto in una nota della Forestale -, pericolosi e non: molteplici cumuli di lastre in eternit, disgregate in parti di varia pezzatura da cui si presume il rilascio di fibre aerodisperse che rappresentano pericolo per la salute pubblica. E ancora: pali in cemento e armatura in ferro, deteriorati o rotti, rifiuti eterogenei dell’attività domestica sia integri che totalmente o parzialmente combusti, frigoriferi, lavatrici, stufe presumibilmente contenenti componenti pericolose. E poi mobili e suppellettili, imballaggi presumibilmente contaminati da sostanze pericolose (oli lubrificanti o combustibili), guaine bituminose, rifiuti metallici, 2 cisterne in metallo, completamente arrugginite e contaminate da olio combustibile (gasolio agricolo), a causa dei quali e stata accertata percolazione al suolo di contaminanti».

Pericolo per la salute La gran parte dei suddetti rifiuti giace a diretto contatto col suolo, esposta alle intemperie ed all’azione del vento, «potrebbe causare – secondo quanto riportato dagli agenti agli ordini del comandante regionale Guido Conti –  fenomeni di rilascio di contaminanti e fibre di amianto che, veicolati dalle acque o dal vento, potrebbero inquinare le matrici ambientali e costituire pericolo per la pubblica incolumità. L’area interessata dai rifiuti in eternit si trova in prossimità di via Sant’Elena e vede la presenza di un fabbricato che risulta abitato, inoltre la zona è spesso meta di cacciatori e, l’assenza di recinzione, ne rende agevole l’accesso».

Il rischio diossina La rilevante quantità di rifiuti, l’ampiezza dell’area, le modalità di abbandono e l’eterogeneità dei materiali, lascia ipotizzare «che l’illecito smaltimento – scrive ancora la Forestale – sia il risultato del reiteratesi nel tempo tanto da potersi formulare l’ipotesi di reato di discarica abusiva». Nel corso dell’attività ispettiva è stata anche documentata la presenza di cumuli di rifiuti, presumibilmente domestici, smaltiti mediante «incenerimento a terra, pratica illecita – sottolineano gli investigatori – che espone al rischio di rilascio diossina nell’aria. La presenza di più cumuli e la diversa colorazioni delle ceneri, lascia presupporre il ricorso ripetuto a tale forma di smaltimento illecito».

Le misure La forestale ha proceduto al sequestro della porzione di terreno, di due fabbricati e di parte di un terzo,  per una superficie complessiva di oltre 4.500 metri quadri. «La misura cautelare – spiegano – risponde anche all’ipotesi del reato di discarica abusiva. I due rappresentanti legali dell’impresa agricola che ha in locazione l’area teatro dell’illecita gestione di rifiuti, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di getto pericoloso di cose, smaltimento illecito di rifiuti mediante incenerimento, discarica abusiva»

Gli altri ritrovamenti All’interno di uno dei fabbricati sono state trovate 20 autovetture d’epoca e parti di veicoli su cui sono in corso accertamenti volti ad accertarne la lecita detenzione. Sono stati anche identificati 4 cittadini del Bangladesh. Si stanno compiendo approfondimenti d’indagine sul rispetto degli adempimenti fiscali ed amministrativi conseguenti all’affitto di immobili a cittadini extracomunitari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.