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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 18:33

Lungaggini nell’accesso agli atti, Tar condanna il Comune a risarcire i cittadini

Istanze di documenti su occupazione suolo pubblico e permesso di costruire: Palazzo Spada deve sborsare 3 mila euro

«Le occupazioni di suolo pubblico a ridosso delle attività ristorative in via Gramsci a Terni, provocano immissioni acustiche, anche notturne, spesso intollerabili, nonché occupano ampi spazi comuni, anche limitrofi all’androne condominiale, contribuendo alla creazione di rumorosi assembramenti di persone». Con questa denuncia, rivendicando un interesse diretto, in qualità di comproprietaria di un’area privata ad uso pubblico, una residente, difesa dall’avvocato Livio Michele Listanti, aveva fatto istanza di accesso agli atti per conoscere nel dettaglio le autorizzazioni concesse dal Comune. Le lungaggini per ottenere quanto richiesto, hanno comportato la condanna per l’ente.

Accesso agli atti «La conoscenza degli atti – argomentava il legale della donna – è necessaria affinché la mia assistita possa difendere i propri interessi giuridici». Gli stessi atti erano stati in un primo momento negati dell’ente, con la spiegazione che ad averne contezza era l’amministratore del condominio in questione. La ricorrente si è opposta ribadendo l’illegittimità dell’agire del municipio e Palazzo Spada, dopo aver depositato gli atti richiesti, attraverso l’avvocato Paolo Gennari, si è costituito in giudizio eccependo l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse. Pur riconoscendo quest’ultimo stato di cose, il Tribunale amministrativo dell’Umbria ha condannato il Comune di Terni alla refusione delle spese di lite in favore di parte ricorrente nella misura di 1.500 euro perché solo in sede giudiziale ha reso possibile l’accesso alle carte richieste.

Comune di Terni Caso analogo, per cui lo stesso Comune è stato condannato a risarcire il ricorrente (anch’esso difeso dallo stesso avvocato Listanti) è avvenuto per la richiesta di accesso agli atti sulla concessione di un permesso di costruire rilasciato a un’impresa per un intervento su un immobile in viale Brin. In questo caso il diniego si era tacitamente formato. La difesa resistente ha evidenziato poi che il Comune aveva provveduto a comunicare al ricorrente, con due successive missive del 2 e 11 febbraio 2022, il ‘Link dove eseguire il download degli allegati (valido quindici giorni)’. Con successiva memoria infatti il ricorrente ha dato atto della sopravvenuta carenza di interesse, insistendo tuttavia sulla condanna alle spese in quanto l’accesso ai documenti è stato soddisfatto dall’ente solo a seguito e solo per effetto della notifica del ricorso. Allo stesso modo, il Tribunale ha condannato Palazzo Spada al risarcimento per 1.500 euro.

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