mercoledì 5 agosto - Aggiornato alle 04:25

Leonardo Cenci non molla di un centimetro: «Condizioni stabili, combatte anche se non lo sa»

Condizioni del 46enne tenuto sotto sedazione all’ospedale di Perugia restano drammatiche. Prosegue la marea di solidarietà. Viavai di amici, Romizi tre volte in corsia

Leonardo Cenci al Met di New York

di Ivano Porfiri

«Le sue condizioni sono stabilissime, lui ha una fibra forte e combatte pur non sapendo di farlo». Vengono da fonti vicine a Leonardo Cenci gli aggiornamenti sulle sue condizioni di salute all’indomani della diffusione della notizia dell’aggravamento delle sue condizioni di salute, che hanno fatto – e fanno ancora – temere per la vita del 46enne diventato un vero e proprio simbolo della dignità di chi lotta contro il cancro.

La bufala sulla morte Dalle corsie dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, reparto di Oncologia, si cerca di mantenere una cortina di riservatezza intorno a Leo, anche se è davvero difficile. Lunedì sera l’associazione ‘Avanti tutta!’ ha dovuto diramare un messaggio su Facebook chiedendo di non diffondere ulteriormente la bufala che ne dava la morte già avvenuta.

Come sta Leonardo Martedì, mentre tantissimi chiedono delle sue condizioni anche a questa redazione, dalle persone a lui più vicine si fa sapere che la situazione resta difficilissima, al limite del drammatico e i medici non lo nascondono alla famiglia e agli amici di Leo, tenuto sotto sedazione e attaccato al respiratore. Tuttavia, il suo quadro clinico è «stabile» con i parametri vitali che non danno la possibilità di dare scadenze da parte dei medici. Insomma, Leonardo sta reagendo come un leone alle conseguenze dell’attacco epilettico che lo ha colpito alla viglia di Natale e che ha causato il peggioramento del suo quadro clinico negli ultimi giorni.

Valanghe di affetto E all’ospedale, come anche nel mondo virtuale dei social, è un viavai di persone che vogliono manifestare vicinanza a Leonardo e alla sua famiglia. I suoi genitori Orietta e Sergio, col fratello Federico e i tre nipoti adorati da Leo – Marco, Giulia e Irene – sono al centro di un abbraccio enorme che va anche oltre la città di Perugia. Dimostrazioni di vicinanza particolare sono arrivate, pur nel riserbo, anche da personalità pubbliche. Lunedì la presidente Marini, l’assessore Bartolini, Walter Orlandi. Il sindaco Romizi è stato tre volte al capezzale, soffermandosi a lungo con i familiari. Tutti sperano che il guerriero si rialzi di nuovo, come fece a novembre. Tutti, in ogni caso, sanno che la maniera migliore di dimostrargli il loro affetto sarà, comunque andrà a finire, proseguendo nella sua battaglia.

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