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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 21:13

«L’autista del bus mi ha detto negro e mi ha aggredito». Busitalia: «Era ubriaco, è caduto»

E’ finito in ospedale dove è ricoverato. Racconta: «Non lo conosco. E’ stato molto cattivo con me»

di Maurizio Troccoli

Accade martedì, un uomo di origini africane, è a terra, appena sotto la porta del bus, con il volto insanguinato. E’ accaduto a Gualdo Tadino. Lui si chiama Osamede, persona molto conosciuta a Gubbio, anche perché lavora in un noto bar. Appresa la notizia in molti hanno espresso vicinanza a lui e sgomento, dispiacere, rabbia per quanto si è verificato. Nessuno ha qualcosa da ridire verso Osamede. Chi lo conosce ne parla come una persona «particolarmente gentile, disponibile con tutti, amabile verso la sua famiglia, sua moglie e i suoi due bambini». In questo periodo di difficoltà economiche per le restrizioni da covid, Osamede ha contattato chi può aiutarlo ad aprire un negozio di prodotti etnici, per non fare mancare nulla ai suoi figli. Ma cosa è accaduto?

Dal suo letto d’ospedale «L’altro ieri – dice a Umbria24 che l’ha contattato telefonicamente – sono andato a Gualdo Tadino a comprare qualcosa da magiare per i miei bambini. Sono salito sull’autobus per fare rientro a Gubbio, avevo il biglietto e la mascherina e sono stato aggredito». Osamede, tiene a precisare questo particolare, poichè tra chi commenta l’accaduto qualcuno sostiene che la ragione della presunta aggressione starebbe nel fatto che lui fosse senza mascherina e biglietto. «Avevo un cartone con le cose da mangiare e una busta della spesa – continua il suo racconto -, le mie mani erano occupate. Ho detto all’autista che avrei appoggiato le borse e avrei subito timbrato il biglietto, ma non mi ha dato il tempo. Mi ha subito aggredito». In che modo? «Mi ha detto: ‘Oh negro… ma sempre così, devi avere il biglietto. E di colpo mi ha scaraventato il cartone con la mia spesa fuori dall’autobus. Era cattivo, non capivo non l’ho mai conosciuto prima». Il racconto di Osamede non finisce qui perchè lui vuole sottolineare come conosca «diversi autisti di quella linea» e come non gli sia «mai capitato prima di avere avuto problemi con qualcuno di questi». E aggiunge: «Mi ha spinto. Sono finito con la faccia per terra fuori dall’autobus. Ero confuso, non sapevo cosa fare. Ho chiamato mia moglie col telefonino. Lei ha chiamato un mio amico, anzi un fratello, che vive a Gualdo, mi ha raggiunto. Poi lui ha chiamato i carabinieri ed è arrivata l’ambulanza che mi ha portato all’ospedale». Osamede è ancora ricoverato all’ospedale di Branca dove gli «stanno facendo degli accertamenti», è convinto che questa aggressione sia conseguenza di «intolleranza, di razzismo». «Ho nominato un avvocato – ha detto ancora – stiamo procedendo a compiere tutto quello che bisogna fare».

La versione di Busitalia Umbria «Premesso che sull’episodio sono tutt’ora in corso indagini dell’Autorità di Pubblica sicurezza oltre che un’indagine interna di Busitalia, al momento questa è la ricostruzione dei fatti: ieri (martedì precisamente ndr) – risponde l’azienda a Umbria24 – un passeggero in evidente stato di ebbrezza è salito sul bus non rispettando le regole di salita sul mezzo, cosa che ha costretto l’autista al suo richiamo per il rispetto delle regole. Il passeggero sarebbe caduto dal mezzo, per cui è stato allertato il 112 e 118 per l’intervento immediato dell’ambulanza e dell’autorità di pubblica sicurezza che sono accorse sul posto, come anche ulteriore personale Busitalia. Al pronto soccorso sarebbe stato accertato lo stato di ebbrezza del passeggero a cui è stato prestato soccorso per le escoriazioni riportate nella caduta. Non si ravvisano quindi – al momento –  i presupposti di un atto razziale discriminatorio: l’indagine interna di Busitalia, che sta andando avanti, è rivolta a fugare ogni dubbio, nell’interesse primario dell’azienda di accertare in modo chiaro la vicenda».

La testimonianza Fabio Sebastiani, dell’associazione 21 Gennaio di Gubbio, impegnato, tra le altre cose, anche su diverse iniziative di aiuto e solidarietà, dalla consulenza sul welfare alla scuola popolare, è stato tra i primi a denunciare quanto accaduto. Parla di Osamede come di una persona «piena di raziocinio», non è un fanatico o una persona chiacchierata. «L’ho conosciuto quando ha chiesto alla nostra associazione sostegno per aprire una attività imprenditoriale. A Gubbio lo conoscono in tanti, lavora in uno dei bar più frequentati della città». Fabio sostiene che in diversi affermano come questa persona, eugubina, alla guida dell’autobus non sia  nuovo ad affermazioni «di intolleranza». «Sarebbe da approfondire – dice – anche quali siano i riferimenti ideologici dell’aggressore, per avere forse maggiori elementi utili a ricostruire le ragioni di una simile vile azione».

 

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