lunedì 22 aprile - Aggiornato alle 14:44

La Procura: «Nessun concorso regolare all’ospedale di Perugia»

‘Le prove truccate si traducono in voti e in un tornaconto per i manager che accontentano politica e poteri forti. Presto altri reati’

La telecamera nascosta nell'ufficio del dg Emilio Duca

di Enzo Beretta

«La regola implicita nella gestione ordinaria dell’Azienda ospedaliera di Perugia è quella per cui l’assunzione di un posto di lavoro non può prescindere dal consenso dei politici locali e dalla mediazione del dg Emilio Duca. Il criterio della selezione per merito in un settore così nevralgico e importante per la vita e la salute dei cittadini non esiste o, meglio ancora, è stato bandito dall’ospedale di Perugia». Così scrivono i pm che hanno coordinato l’inchiesta ‘Concorsopoli‘ che ha inguaiato lo stato maggiore del Pd in Umbria portando agli arresti domiciliari il segretario del partito Gianpiero Bocci, l’assessore alla sanità Luca Barberini e due vertici del nosocomio, oltre all’iscrizione nel registro degli indagati della presidente Catiuscia Marini.

L’INCHIESTA: TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI

«Il tornaconto personale» Duca, detenuto insieme al direttore amministrativo Maurizio Valorosi, viene definito il «collettore di raccomandazioni» responsabile di aver «architettato un vero e proprio sistema organizzativo capace di falsare i concorsi pubblici, banditi dall’Azienda, allo scopo di favorire sia i candidati interni che quelli esterni alla struttura ospedaliera purché sponsorizzati da soggetti politici o altre figure che ricoprono una posizione apicale dalla quale egli possa ricavarne un tornaconto personale». «Altrettanto servile – si legge nella richiesta di applicazione della misura cautelare – è la condotta adottata da Valorosi e Diamante Pacchiarini (direttore sanitario, sospeso per sei mesi, ndr) nei riguardi dei politici locali o di altri poteri forti, e nei confronti di Duca». «Posso ricevere un avviso di garanzia o essere arrestato per i concorsi e le gare – ammette quasi profetico in un’intercettazione del giugno 2018 -. Se non mi occupo di queste cose posso andare a spasso tutto il giorno». In un’altra «affermava che in caso di intercettazioni avrebbero rilevato ‘cinque reati all’ora’».

LE MICROSPIE IN OSPEDALE

«Concorsi truccati? Questione di sopravvivenza» In questo quadro di «stabile e consolidato asservimento della dirigenza sanitaria agli interessi della classe politica locale» i pm Paolo Abbritti e Mario Formisano inquadrano l’obiettivo dei manager: «Acquisire consenso presso i propri referenti politici e assicurarsi, conseguentemente, il mantenimento dell’incarico». Lo schema è abbastanza semplice: il dg viene nominato dal presidente della Giunta e può essere confermato fino a un massimo di dieci anni, il direttore amministrativo e quello sanitario sono espressione di nomina diretta del dg. Il dado è tratto: «L’interesse basilare di Duca è quello di assecondare le volontà dei politici (Barberini, Marini e Bocci, questo l’ordine in cui vengono indicati, ndr). Valorosi e Pacchiarini, che vengono direttamente nominati dal direttore generale, sono interessati a cooperare con quest’ultimo». «I massimi vertici dell’Azienda ospedaliera sembrano dediti quasi esclusivamente a svolgere attività manipolatrice di procedure – rincarano la dose da via Fiorenzo di Lorenzo -. L’alterazione delle procedure diviene questione di sopravvivenza. La conservazione dei loro incarichi, a partire dal direttore generale fino all’ultimo dei dirigenti, discende in maniera consequenziale dell’assecondare tutte le sollecitazioni, per lo più illegali, degli amministratori politici di riferimento».

I FRONTI APERTI IN CASA PD

«I crediti da incassare» Uno spaccato «avvilente di totale condizionamento della sanità pubblica perugina agli interessi privati e alle logiche clientelari». «Nel corso delle indagini è emerso in maniera evidente che la spinta a delinquere fosse mossa in larga parte dalla volontà per i direttori di ottenere dai vertici politici regionali la conferma dell’incarico dirigenziale – è convinzione di chi indaga -. Tempo fa la Regione ha avviato la procedura per la nomina dei nuovi direttori regionali: Duca, Valorosi e Pacchiarini hanno già presentato la domanda. È arrivato forse il momento di incassare i crediti maturati con la politica in questi anni».

LE MICROSPIE IN OSPEDALE

Pm: «Consenso elettorale prima delle elezioni 2020» E ancora: «L’indagine ha fotografato soltanto un frame, anche piuttosto breve, di un contesto criminale che appare radicato da tempo con meccanismi iper collaudati. Peraltro l’assoluto stato di soggezione alle richieste dei politici regionali di maggioranza più importanti dà conto di come sia impossibile che tali condotte criminose si siano nel frattempo interrotte. E, anzi, proprio l’avvicinarsi di scadenze politiche a livello regionale (maggio 2020, ndr) potrebbe acuire l’esigenza di assicurarsi il consenso elettorale tramite la gestione del personale».

MINISTRO INVIA TASK FORCE

«Ora verranno fuori altri reati» «Nel giro di pochi mesi – evidenziano in Procura – sono stati accertati tantissimi reati e si ha la ragionevole certezza che altri emergeranno da un’approfondita analisi del materiale probatorio e dalle ulteriori investigazioni che verranno portate avanti una volta eseguita la misura. Gli autori hanno potuto contare su accordi illeciti prestabiliti e purtroppo condivisi da tutta la struttura amministrativa. Sono numerose le conversazioni in cui dirigenti medici e docenti universitari prendono atto, senza alcuna sorpresa o protesta, dei reati in atto. Anzi, molti si accordano, cercando di ottenere dal sodalizio criminale un seppur minimo vantaggio. Quando non si è in posizione di forza per raggiungere l’obiettivo principale, ovvero la vincita di un concorso, si cerca almeno di far ottenere ai candidati protetti una posizione di rincalzo».

VIDEO: PARLA MARINI

Gli equilibri Concludono i magistrati: «Nessun concorso finalizzato alla selezione del personale dell’Azienda ospedaliera di Perugia è risultato regolare. Le alterazioni sono marcate e gravi». Nelle carte si parla di «metodica consolidata» e di «sistema risalente nel tempo» dove «i vincitori sono designati, scelti prima e fuori dal concorso, perciò facilitati in ogni modo. Non ci sono semplici raccomandazioni per avere un occhio più indulgente, chi deve vincere viene munito delle tracce». «Si ha la certezza che le indagini hanno colto lo spaccato di un sistema che va avanti da anni nel quale ognuno sa cosa deve fare e il fine che ciascuna procedura deve raggiungere. Certamente l’obiettivo non è quello di individuare i più capaci a rivestire l’incarico pubblico ma ottenere una sorta di equilibrio tra diverse sollecitazioni provenienti, il più delle volte, da importanti esponenti politici della maggioranza regionale».

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