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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 08:01

«La neonata poteva morire ma l’infermiera spostava il materasso prima di soccorrerla»

Perugia, le ragioni del licenziamento. La dipendente: «Avevo dolori lancinanti ma quella notte non stavo dormendo»

di Enzo Beretta e Daniele Bovi

Il comportamento dell’infermiera di neonatologia che si è stesa su un materasso per riposare, «omettendo di considerare l’altissima probabilità di addormentarsi nonostante fosse consapevole della necessità di intervenire subito in caso di allarme», avrebbe potuto «provocare il decesso» della bimba di quattro mesi che durante la notte tra il 5 e il 6 ottobre 2016 ha accusato un arresto cardiaco. Il «pericolo è stato scongiurato solo dall’arrivo delle colleghe della terapia intensiva che si sono immediatamente attivate per prestare soccorso e chiamare il medico di guardia», si legge nel provvedimento dell’Ufficio procedimenti disciplinari dell’Azienda ospedaliera di Perugia che ha disposto il «licenziamento senza preavviso» della professionista ritenuta responsabile di aver tenuto una «condotta negligente» commettendo fatti talmente gravi da non consentire la prosecuzione del lavoro.

Ipotesi interruzione di pubblico servizio Dagli accertamenti svolti nel corso dell’indagine interna – la Procura della Repubblica ha ricevuto la segnalazione dell’episodio dall’ospedale aprendo un fascicolo per interruzione di pubblico servizio – è emerso che nella stanza della terapia semintensiva l’infermiera ha portato un materasso sopra il quale sono state sistemate le lenzuola. Dopo l’intervento delle colleghe che hanno sentito il suono prolungato dell’allarme provenire da una culla del reparto a fianco la donna «ha cercato di far spostare il materasso prima ancora di collaborare alle manovre rianimatorie».

La versione difensiva: infermiera sempre vigile La professionista licenziata, che con ogni probabilità ricorrerà al Tar, ha spiegato al consiglio di disciplina che quella notte, dopo aver accudito sei neonati in semintensiva, non stava dormendo, ma si era allungata sul materassino a causa di alcuni problemi ortopedici e, soprattutto, per un «improvviso e lancinante dolore allo stomaco». Per il malore – è la versione difensiva – è stata costretta a trovare un «momentaneo appoggio sul materassino» ma, seppur dolorante, è «sempre stata vigile», al punto da «accorrere» verso la culletta della neonata in difficoltà. Spiega il suo avvocato Mariagiovanna Belardinelli: «Essendo trascorso brevissimo tempo tra la fine dell’attività di cura dei neonati e l’arrivo della collega, non può essersi addormentata. Quella posizione è stata assunta per il tempo necessario a recuperare le forze e provvedere tempestivamente alle manovre sulla neonata. Tra allarmi che suonano in continuazione e rumorosi ventilatori lì è impossibile dormire». Il malore? A causa delle «inaspettate complicazioni» l’infermiera «non ha avuto tempo né occasione di riferire alle colleghe e al medico del malore avuto».

La testimonianza della collega «Non so se dormiva – ha raccontato la collega del reparto a fianco – ma le luci erano basse e ho visto il materasso steso a terra con sopra l’infermiera. Intorno alle 3.30 ho sentito che in semitensiva non veniva spento l’allarme, così mi sono precipitata sulla culla dove c’era la neonata immobile e pallida. Nessuna reazione da parte della donna quando ho acceso la luce, ho iniziato a chiamarla a voce alta senza avere risposta. Non ho avuto l’impressione che si fosse ripresa da un malore, nelle ore precedenti non si era lamentata di dolori né di altri disturbi». Un’altra testimone ha spiegato: «Mi ha chiesto di portare via il materasso».

Salvare la vita ai neonati e preservarli da danni neurologici Secondo la commissione «non è riscontrabile l’asserito improvviso malore» che ha dichiarato di aver avuto l’infermiera: «inspiegabilmente tale evento non è stato rappresentato a nessuno dei presenti né nell’immediatezza del fatto, come logica avrebbe imposto, né subito dopo, vista anche la gravità dell’accaduto». Inoltre – è spiegato nel documento – nessuno ha percepito un suo stato di sofferenza fisica. In conclusione: «Il comportamento dell’infermiera è stato intenzionale, dalla ricostruzione dei fatti in sede istruttoria è risultato che lei ha scelto di stendersi sul materasso per riposare, omettendo di considerare l’altissima probabilità di addormentarsi, nonostante fosse consapevole della necessità di intervenire subito in caso di allarme, per iniziare subito le procedure rianimatorie previste dai protocolli al fine di salvare la vita dei neonati e comunque per preservarli da possibili danni neurologici».

Una replica a “«La neonata poteva morire ma l’infermiera spostava il materasso prima di soccorrerla»”

  1. siska ha detto:

    nessuno si inventi nulla((((né l’infermiera né l’avv;))) il materassino che ci faceva li??? era consuetudine riposare durante il turno,,,,giusta decisione licenziamento,,,è ora di cominciare a dare segnali forti di giustizia,,altrimenti qui tra assenteisti, furbetti, sonnolenza ecc, ci rimettono i malati

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