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mercoledì 19 gennaio - Aggiornato alle 18:58

«La gente è distratta». Neanche il Covid ferma i concorsi all’Università per Stranieri

La Gdf: Grego Bolli spregiudicata per ‘sistemare’ gli interni. Il dg Olivieri: «L’ex rettrice voleva che vincessero quelli»

La sede dell'Università per stranieri di Perugia

di Enzo Beretta

La porta a battente dell’ascensore si spalanca sul corridoio. Pareti rivestite in marmo, lo stile essenziale. Passi svelti si avviano verso l’Aula Magna tra disegni settecenteschi, vestiboli e lampadari a pendagli in stile Maria Teresa.
Palazzo Gallenga Stuart, Perugia, mezzogiorno.
Ecco che arriva Giuliana Grego Bolli, la rettrice, che incede con piglio pensoso nell’altra direzione picchiettando sul pavimento lucidato di cera con i tacchi bassi. Ha 68 anni, è nata a Città di Castello, le rughe belle dell’età. Anche oggi è vestita di nero: nero il tailleur, nera la camicia. Forse, sotto la mascherina chirurgica, sta dicendo qualcosa al suo interlocutore. Dai finestroni la premonizione di un cattivo riflesso.

«CONCORSI TRUCCATI» LE TRAME PER PIAZZARE I FEDELISSIMI

La pandemia non ferma i concorsi Una storia tragicomica, però emblematica, ce la racconta la guardia di finanza nella monumentale informativa depositata alla cancelleria della Procura della Repubblica di Perugia il 3 agosto 2021: «Nonostante le strette limitazioni imposte dalla cogente situazione epidemiologica da Covid-19, che riduce drasticamente, se non addirittura impedisce, l’esecuzione di qualsivoglia operazione in presenza, quale, per esempio, l’estrazione dei membri delle commissioni esaminatrici, garantendo l’adempimento degli obblighi di partecipazione fisica e pubblicità dell’evento, la rettrice ritiene comunque necessario proseguire nel percorso finalizzato alla selezione dei quattro professori di prima fascia». Tradotto: neanche la pandemia ferma i concorsi all’Università per Stranieri di Perugia. Per certe cose – annotano i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria impegnati nelle indagini – «la normativa vigente in materia di contenimento dell’emergenza sanitaria connessa all’epidemia rendeva auspicabile una sospensione».

VENTITRÉ INDAGATI TRA CUI LA RETTRICE

Lo sfogo Alcune figure, come il direttore generale Simone Olivieri, non indagato in questo procedimento, osservano con crescente preoccupazione le mosse del capo. Marzo 2020. Gli investigatori appuntano: «Dalla captazione di conversazioni telefoniche eseguite sull’utenza telefonica intestata e in uso a Olivieri si evince che anche il dg è dubbioso sulla correttezza delle procedure in fase di esecuzione in ragione delle restrizioni imposte dal governo centrale in forza della grave situazione epidemiologica». ‘Lo Smilzo’ si sfoga in un’intercettazione: «No no no non scherziamo! Poi il decreto dice chiaramente che le procedure concorsuali, tranne quelle che sono per esami curriculare, cioè per titoli, sono sospese per 60 giorni». E ancora, in un’altra: «Ma poi dà anche l’idea che ‘sti posti che deve fare il concorso li deve fa’ de nascosto da tutto mentre la gente è distratta dal coronavirus».

L’INTERROGATORIO DI GREGO BOLLI: NESSUN CONCORSO TRUCCATO

Il disegno criminoso della rettrice Il regolamento che disciplina le modalità del sorteggio da remoto passa alla ratifica del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione dell’Università, nel frattempo la professoressa Stefania Spina ha già condiviso il link della pagina istituzionale del sito «con tutti i ‘maschi’ (si desume con i professori interessati ai quattro bandi)». Sempre il dossier della guardia di finanza racconta che «in relazione ai quattro bandi oggetto di indagine emerge inequivocabilmente il disegno criminoso della rettrice ovvero la sua volontà di ‘sistemare’ i candidati interni, adoperandosi spregiudicatamente per garantire loro, aprioristicamente, l’aggiudicazione nelle rispettive procedure selettive anche se ciò, evidentemente, dovesse comportare il mancato perseguimento dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione».

CASO SUAREZ, L’INTERROGATORIO IN TRIBUNALE

«I tre fedelissimi» «Il rettore Grego Bolli ci teneva a che le cattedre fossero assegnate ai suoi tre fedelissimi, Spina, Diodato e De Cesaris (questi due non sono indagati, ndr) – mette a verbale Olivieri sentito nel marzo 2021 -. Era chiarissimo che la rettrice voleva che vincessero il concorso questi tre». Nel verbale viene anche spiegato che «nessun riferimento viene fatto all’unico docente predeterminato che non è risultato vincitore, ossia Giovanni Capecchi».

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