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martedì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:57

Indagati a Perugia il figlio e l’ad del colosso dei calcestruzzi. Il giudice ordina sequestri per 138 mila euro

Francesco Cancellotti e Maurizio Mariotti sono stati iscritti per fatture inesistenti. Tutti i nomi degli altri umbri inquisiti

I militari della Gdf al lavoro (foto archivio U24)

di En.Ber.

La Procura della Repubblica di Perugia che nelle ultime ore ha sequestrato preventivamente oltre un milione di euro ed eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 10 persone (di cui due in carcere) accusate a vario titolo dei reati di trasferimento fraudolento di valori, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, autoriciclaggio, ricettazione, indebita percezione di erogazioni pubbliche, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ha indagato i perugini Francesco Cancellotti e Maurizio Mariotti, rispettivamente il numero uno e l’amministratore delegato dell’azienda leader nella prefabbricazione di calcestruzzo armato per le autostrade e le infrastrutture, la Cancellotti Srl. 

Fatture Stando a quanto si apprende Cancellotti (figlio del fondatore) e Mariotti sono indagati per la periodica emissione di fatture inesistenti da importi rilevanti. Si legge nelle carte della Procura che i due – importante: non sono destinatari di nessuna misura – «in qualità di amministratori della Cancellotti Srl utilizzavano le fatture per operazioni oggettivamente inesistenti emesse dalla Edil Ggc Costruzioni Srl nel periodo di imposta 2019 al fine di evadere le imposte sul reddito delle persone giuridiche». In un altro capo di imputazione si legge ancora che «utilizzavano le fatture per operazioni oggettivamente inesistenti emesse dalla Alcar Trasporti Srls al fine di evadere le imposte sul reddito delle persone giuridiche per l’anno 2019» (fatto commesso a Perugia «il 5 dicembre 2020, data della dichiarazione»). 

Il sequestro Il giudice ha così ordinato il «sequestro preventivo per equivalente di beni mobili, immobili e finanziari, da individuare tali ultimi mediante accesso all’anagrafe dei rapporti, nella disponibilità degli amministratori di fatto e di diritto delle persone giuridiche, fino alle soglie corrispondente al profitto del reato» calcolato, per quanto riguarda la Cancellotti Srl, in 138 mila euro. Insieme a loro sono indagati in questa inchiesta il marscianese Massimiliano Bevilacqua, i folignati Mauro Molinari e Jordan Belluccini, il gualdese Raoul Ruggiti e il perugino Massimo Del Bianco. Tutti gli altri nove indagati sono residenti in Umbria. 

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