martedì 26 marzo - Aggiornato alle 16:11

Inchiesta traffico rifiuti, il percolato penetrato nel suolo sotto la discarica. Proseguono le analisi

discarica pietramelina
La discarica di Pietramelina

di Francesca Marruco

E’ uno degli accertamenti che l’Antimafia di Perugia ha delegato agli uomini del corpo forestale dello Stato che da lunedì stanno prelevando campioni nelle discariche di Pietramelina e Borgo Giglione. Ma in realtà è un approfondimento di quanto già accertato: il percolato è penetrato il terreno sottostante. Il danno ambientale è praticamente certo. E quindi non è escluso che la magistratura adotti anche altri provvedimenti.

Altri provvedimenti? Altri provvedimenti che potrebbero arrivare anche a causa delle prime notizie che iniziano a trapelare sul contenuto dei campioni già aperti dai tecnici di Arpa affiancati dagli uomini della Forestale. E il verdetto avvalorerebbe la tesi dell’accusa: in mezzo al compost c’è dell’altro. Dell’altro che non ci dovrebbe stare (perché in alcuni casi potrebbe anche essere nocivo) e che forse serve a far aumentare il peso pagato profumatamente dai Comuni.

Cittadini, tasse e inchieste Un fatto questo che, se venisse confermato, sarebbe il detonatore perfetto per la comprensibile rabbia di un cittadino onesto che paga le tasse – a Perugia tra le più salate d’Italia – sull’immondizia, differenzia diligentemente i vari scarti che produce, e poi invece scopre che, non solo paga tasse molto alte per far smaltire quell’immondizia che lui divide come gli è stato detto di fare per il bene dell’ambiente e di tutti, ma quelle cose buttate nel secchio dell’umido e in quelle del vetro, sono state – a volte – mischiate in nome di un guadagno economico illecito che non si sarebbe fatto scrupolo di far aumentare il fertilizzante anche con sostanze che nulla hanno a che vedere.

Accelerazione L’inchiesta del pm Valentina Manuali, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 16 persone tra manager e dipendenti di Gesenu e Tsa e altre aziende di trasporto e di laboratori di analisi, subirà certamente nei prossimi giorni un’accelerata. Il tempo per i tecnici di analizzare a fondo i campioni, che però come detto, già ora – a occhio nudo – iniziano a dare prime informazioni importanti. E inquietanti.

Il sequestro del 2013 Del resto, che a Pietramelina qualcosa non andasse, gli uomini del corpo forestale dello Stato lo avevano iniziato ad appurare nel novembre del 2013. Gli uomini del comandante regionale Guido Conti avevano infatti sequestrato 1800 metri cubi di rifiuti organici in fase di biodegradazione accatastati in un’area non autorizzata e senza che l’area stessa fosse impermeabilizzata e anche a cielo aperto. Neanche lì c’era una giusta gestione del percolato che scorreva in un bosco per poi finire in un torrente.

Immondizia Insomma, ancora non c’è molto di definito in questa inchiesta che rischia di raccontare ai perugini che i problemi di gestione illecita dell’immondizia sono molto più vicini di quanto non credano, ma quelle cose che via via si stanno fissando bastano per creare un gran polverone. E perché no, eventualmente, una – giusta- protesta civile.

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