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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 16:54

Inchiesta Terni, scagionato dalle accuse l’ex vescovo Paglia: «Dimostrata totale estraneità»

Monsignor Vincenzo Paglia (foto archivio)

di Chia.Fa. e Mas.Col.

Monsignor Vincenzo Paglia scagionato dalle accuse. È stata archiviata la posizione del presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia ed ex vescovo di Terni nell’ambito dell‘inchiesta della procura della Repubblica di Terni sul caso della compravendita del Castello di San Girolamo (Narni). A carico del presule erano state formalizzate accuse pesantissime, dall’associazione a delinquere per truffa fino alla turbativa d’asta, tutte cadute nelle ultime ore.

Inchiesta Terni, prosciolto l’ex vescovo Paglia  Il gip Simona Tordelli ha infatti accolto la richiesta della procura, a coordinare le indagini il sostituto procuratore Elisabetta Massini, e sollevato da ogni accusa il presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. Il commento di monsignor Paglia è arrivato poco dopo: «Ho sempre confidato nel lavoro della magistratura. Quando seppi della chiusura delle indagini che mi riguardavano dissi che credevo anche nella ‘giustizia terrena’. Prendo atto con grande soddisfazione della decisione presa dal magistrato inquirente che sancisce la mia totale estraneità ai fatti contestati o a eventuali altri illeciti. Termina così per me un non facile periodo di prova. Ringrazio coloro che hanno contribuito all’emergere della verità e i tanti che mi sono stati vicini in questo tempo con amicizia e fiducia. Sono certo – ha concluso monsignor Paglia – che un approccio all’intera vicenda più sereno e disteso aiuterà  il popolo cristiano di Terni-Narni-Amelia a continuare il suo impegno evangelico e a vivere con intensità l’anno giubilare della Misericordia».

Morcella: «Occorre lettura più completa anche su conti Curia» A commentare l’archiviazione è direttamente il legale che assiste monsignor Paglia, l’avvocato Manlio Morcella: «Massima soddisfazione perché sia con la richiesta di interrogatorio che attraverso la produzione di una memoria documentale particolarmente ricca siamo riusciti a dimostrare con sufficiente agevolezza la completa estraneità del vescovo. Del resto – prosegue l’avvocato –  il presule ha semplicemente fornito l’indicazione di partecipare alla gara per l’acquisto di un immobile che era già stato giudicato d’interesse della Diocesi dal suo predecessore, il vescovo Franco Gualdrini, ma poi monsignor Paglia non ha più conosciuto gli sviluppi della gara». Ma l’occasione è anche buona per affermare: «Al di là del caso penalistico – dice Morcella – occorrerebbe anche una lettura più completa sui conti della Curia alla luce dell’attento e puntuale accertamento compiuto e da cui emerge come durante la fase di Paglia si sia straordinariamente implementato il valore patrimoniale e immobiliare della Diocesi, ben oltre l’esposizione debitoria».

La diocesi Anche la Curia ha salutato con soddisfazione l’uscita di scena di monsignor Paglia dall’inchiesta per la compravendita di San Girolamo: «La comunità diocesana prende atto con soddisfazione dell’archiviazione del procedimento nei confronti di monsignor Paglia, vescovo emerito della diocesi di Terni-Narni-Amelia. Abbiamo sempre avuto fiducia nella buona fede dell’operato del vescovo Paglia riguardo alla vicenda della compravendita del castello-convento di San Girolamo, e ora gioiamo nel vedere riconosciuta, dall’autorità giudiziaria, l’estraneità dai fatti che gli erano stati contestati. Molti, nei due anni trascorsi, hanno dimenticato che una persona è innocente fino a sentenza definitiva. Nel contempo continuiamo ad avere fiducia nella magistratura, che certamente chiarirà le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda, dalla quale la diocesi ha ricevuto un notevole danno».

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