lunedì 22 aprile - Aggiornato alle 15:01

Inchiesta sanità, prime ammissioni sui concorsi pilotati. Il primario: «Ecco come fanno»

Sentite decine di persone. Nelle prossime ore gli interrogatori di Bocci, Barberini, Duca e Valorosi. Calenda: «Una schifezza»

L'ospedale di Perugia. Foto F. Troccoli

Ci sarebbero le prime ammissioni sul meccanismo perverso con cui sarebbero stati pilotati diversi concorsi pubblici nella sanità, svelato dall’inchiesta della Procura di Perugia già definita ‘Concorsopoli’, che ha portato agli arresti domiciliari l’ormai ex segretario del Pd Gianpiero Bocci, l’ex assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, il dg dell’Azienda ospedaliera di Perugia Emilio Duca e il direttore amministrativo Maurizio Valorosi. Le accuse, a vario titolo, sono di falso ideologico, rivelazione di segreto d’ufficio, favoreggiamento e abuso d’ufficio. Sono 35, in tutto, le persone indagate e sei le misure interdittive disposte della durata di sei mesi, ben 34 i capi d’imputazione per l’inchiesta più rumorosa di sempre in Umbria.

CONCORSOPOLI FA TREMARE ALTRI POTENTI

Primi riscontri Secondo alcune indiscrezioni raccolte dall’Ansa e riportate su Ansa.it, la guardia di finanza ha iniziato a raccogliere le testimonianze a tappeto dei vincitori dei concorsi e dei candidati esclusi, dei presidenti di commissione e degli altri commissari. E sarebbero arrivate le prime ammissioni e i primi elementi, comunque da passare sotto la lente degli investigatori per trovare riscontri. L’indagine sarebbe proprio partita da diverse segnalazioni anonime giunte in Procura, che hanno dato spunto ai pm per andare a cercare le prove del malaffare.

L’INCHIESTA: TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI

Il primario: «Vi spiego come fanno» Tra coloro che sono stati esclusi, Repubblica ha raccolto il racconto di Giuseppe Nardi, primario di Anestesia a Rimini ma che si era candidato al primariato dell’Anestesia e rianimazione di Perugia. Passato lo scritto col migliore punteggio, pur abbassato da 40 a 39, non si presenta agli orali. «Non mi sono ritirato, non mi hanno avvisato – precisa -. Hanno nominato e rinominato la commissione per 2 anni così da perdere tempo. Una volta avevano scelto un collega deceduto, un’altra uno che non aveva titoli. Praticamente hanno fatto l’orale quando del concorso si erano dimenticati tutti». Nardi ammette di essere stato ascoltato dalla Finanza. «Si sono chiesti: perché se uno è in pole position non si presenta? Perché la data del gran premio viene rimandata così tante volte che nessuno la chiede più, se non chi deve vincere. Una strategia nota e non originalissima».

I FRONTI APERTI IN CASA PD

Verso gli interrogatori Intanto, nelle prossime ore ci saranno gli interrogatori di garanzia da parte del gip Valerio D’Andria nei confronti dei quattro arrestati. A Bocci, Barberini, Duca e Valorosi verrà chiesto conto degli episodi contestati nell’ordinanza di 80 pagine. Da lì inizierà a dipanarsi anche la loro strategia difensiva, attraverso i rispettivi legali. Finora l’ex assessore Barberini è stato l’unico a far sentire direttamente la propria voce nella lettera di dimissioni, scelta da lui definita «necessaria onde permettermi di chiarire la mia completa estraneità ai fatti che mi vengono contestati».

LE MICROSPIE IN OSPEDALE

Ospedale verso il commissario Sempre lunedì l’assessore regionale Antonio Bartolini, che ha ricevuto le deleghe relative alla Sanità, come primo atto di insediamento sarà all’Azienda ospedaliera di Perugia per una serie di incontri con i responsabili e il personale di diversi reparti, accompagnato dal direttore sanitario, e attuale facente funzioni di direttore generale, Giuseppe Ambrosio. Alle 11.30, presso i locali del Creo (Centro ricerca emato-oncologiche), terranno una conferenza stampa, nel corso della quale saranno annunciati i primi provvedimenti che saranno assunti dalla Giunta regionale ovvero, come anticipato dalla presidente Marini, l’avvio dell’iter per la nomina di un commissario. Mentre presto arriverà anche la task force messa in campo dal ministro Giulia Grillo per tutte le verifiche del caso.

MINISTRO INVIA TASK FORCE

Calenda: «Una schifezza» E sulla vicenda proseguono i commenti. Tra questi, quello di Carlo Calenda, capolista Pd alle europee nel Nord-Est. «Volete sapere cosa penso dell’Umbria? E’ una schifezza. Dobbiamo dire palesemente ‘signori, è una schifezza’. Dopodiché siccome io cerco sempre di capire come si possono impedire le schifezze, c’è una serie di cose che si possono fare per cercare di evitare le schifezze. Il potere ha questa componente e ogni volta questa componente va azzerata e bisogna ripartire». Il Movimento 5 stelle ha rilanciato la “questione morale”. «Dopo la bufera giudiziaria che si è abbattuta sulla sanità in Umbria e sul Pd, il segretario del PD Nicola Zingaretti ha detto di voler condurre una battaglia etica e morale per selezionare la classe politica. Bene. Allora inizi già oggi stesso a mandare via dal suo partito gli arrestati e i condannati».

VIDEO: PARLA MARINI

Meloni: «Pronti a governare l’Umbria» Come aveva fatto la Lega, anche Fratelli d’Italia chiede elezioni subito e si candida a governare.«La tempesta giudiziaria che sta travolgendo l’Umbria, colpendo la giunta regionale i vertici del Pd, ha scoperchiato un sistema clientelare radicato e deplorevole – è il commento di Giorgia Meloni -. Con l’aggravante di aver contaminato un bene prezioso come la sanità. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, quanto emerge dalle carte e dalle intercettazioni fa cadere una volta per tutte le il velo sulla favoletta del buon governo umbro. Un’amministrazione rossa sì, ma di vergogna. Gli umbri non si possono più permettere di essere governati oltre da questa casta, di subire soprusi, di vedere il sistema clientelare prevalere sul merito. La Giunta si prenda la responsabilità politica di dimettersi. E si vada subito al voto. Fratelli d’Italia è pronta a liberare l’Umbria».

LEGA CHIEDE DIMISSIONI ED ELEZIONI

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