giovedì 21 giugno - Aggiornato alle 12:33

Inchiesta Gesenu, comitato Borgogiglione: «Amministratori hanno ignorato nostre segnalazioni»

La discarica di Borgogiglione

di Fra. Mar.

Dopo i giorni tesissimi della scorsa settimana in cui i soci pubblici hanno vinto una battaglia affatto facile spuntandola sui privati e mettendo a capo di Gesenu un uomo che hanno voluto loro, adesso è attesa per la nomina dei commissari da parte del prefetto Antonella De Miro. Mentre invece,sul fronte penale, rispetto all’inchiesta della Dda di Perugia, si registra una rinuncia all’udienza camerale quasi unanime.

Riesame Lo avevano detto i legali all’indomani di quella richiesta e, l’obiettivo delle difese era piuttosto chiaro: avere una prima, anche se parziale, discovery delle carte della procura. E così, una volta avuta la copia degli atti, non c’è più bisogno dell’udienza. Almeno non per tutti. E adesso, con il deposito di quelle carte, gli indagati hanno scoperto che, almeno per una parte di indagini, le iscrizioni nel registro degli indagati risalgono al 2014, quando gli uomini della forestale controllarono e interrogarono personale di alcune tra le maggiori aziende del perugino per capire in che modo smaltivano i loro rifiuti speciali omogenei.

LE DIMISSIONI DI GENTILE
TUTTO SULL’INCHIESTA GESENU

Informative Ecco, nelle carte del pm Valentina Manuali sta scritto che quei rifiuti sono stati smaltiti illecitamente con un Cer fittizio, sottoposti ad un trattamento ( il D9) a cui realmente non sono stati sottoposti, e invece accomunati a rifiuti urbani. Non solo, sempre in quelle carte c’è scritto che, stando a quanto osservato direttamente dagli uomini della Forestale, molti camion che trasportavano la forsu a Borgogiglione, che hanno scaricato umido e secco nello stesso punto.

Il Comitato E proprio su Borgogiglione che il Comitato che porta lo stesso nome della discarica, ha focalizzato la sua attenzione. E adesso, con una nota accusa: «Per anni ci sono state gravi lacune nell’azione pubblica di controllo e gli amministratori hanno ignorato infastiditi le segnalazioni e le sollecitazioni dei cittadini». L’osservatorio critica anche l’ultima iniziativa della TSA spa, «finora messa sotto silenzio dai Comuni interessati: il progetto di “Razionalizzazione del sistema di gestione e della relativa viabilità di collegamento della discarica di Borgo Giglione». «Si continuerà ad utilizzare la discarica per lo smaltimento del rifiuto secco in un bacino “tradizionale” e contemporaneamente per il trattamento/smaltimento della FORSU in celle bioreattore (per produrre metano ed elettricità); i quantitativi dei rifiuti, pari a circa 120.000 t./anno prevedibilmente anche per i prossimi anni, risultano di gran lunga maggiori rispetto alle previsioni del progetto autorizzato nel 2012; il presidente di TSA però rassicura che “le varianti descritte non modificano in alcun modo né la volumetria complessiva utile dell’impianto, né la morfologia, né le misure, né le quote della nuova colmata, né le specifiche modalità costruttive e gestionali/operative già approvate”: si deve intervenire e razionalizzare a causa della mancata realizzazione del termovalorizzatore».

Giovedi Cda Intanto, il consiglio di amministrazione in cui il nuovo amministratore delegatp Dante De Paolis si insediera e’ stato convocato per giovedi’ pomeriggio. E proprio sulla nomina di De Paolis interviene anche il gruppo Pd al Comune di Perugia:«Salutiamo con soddisfazione la nomina e auguriamo buon lavoro al nuovo AD di Gesenu, Dante De Paolis». «Sarebbe tuttavia un grave errore – hanno specificato – considerare così archiviate le recenti vicende della Gesenu, o peggio relegarle a caso giudiziario da delegare alla opportuna e meritoria attività della Procura della Repubblica e della Prefettura: fermo restando il doveroso accertamento delle eventuali responsabilità individuali, non è accettabile che venga offuscata l’immagine di una società solida che per decenni ha svolto il servizio di gestione dei rifiuti con efficacia ed efficienza sul nostro territorio e anche fuori regione, grazie al serio lavoro e alla professionalità di centinaia di dipendenti che ogni giorno si impegnano per rendere più pulite le nostre città».

Per il PD, No Gesenu uguale mafia Per il Pd va anche, respinto «con forza e con i fatti l’errata, quanto ingenerosa nei confronti dei lavoratori,  equazione “Gesenu uguale Mafia”». Il p[artito democratico auspica inoltre «una rigorosa ridefinizione del core business aziendale, focalizzandolo sul Centro Italia e prioritariamente sull’Umbria, concentrandosi sulle attività innovative a maggior valore aggiunto e proseguendo la già avviata riorganizzazione e riduzione dei costi. Avendo a cuore il bene della società – concludono i democratici di Perugia – della crescita economica del territorio e degli interessi dei cittadini/utenti, la cui miglior tutela passa per una società di gestione solida, efficiente ed efficace, il Pd di Perugia, con spirito costruttivo e propositivo, vigilerà senza strumentalizzazioni ma anche senza sconti affinché le strategie industriali e gli investimenti in un servizio essenziale come questo siano mirati alle effettive necessità e non siano sempre i soliti noti (utenti, famiglie, lavoratori ed imprese) a pagare il conto».

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