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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 10:24

Inchiesta Bcc, chiesto il rinvio a giudizio per sindaco di Norcia e altri tre

Alemanno deve difendersi dalle accuse di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso e anche peculato per l’uso dell’Alfa del Comune

Alessandro Cannevale (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

L’autorizzazione a installare un prefabbricato nel periodo post sisma per dare una sede della Bcc di Spello e Bettona, il bando per la concessione del servizio di tesoreria del Comune di Norcia e alcuni fidi bancari concessi o prorogati al sindaco di Norcia Nicola Alemanno sia come persona fisica che come rappresentante legale di una società.

Corruzione e peculato Sono i cardini dell’inchiesta della procura di Spoleto che ha chiesto il rinvio a giudizio per il primo cittadino di Norcia con l’accusa di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falso e peculato, con quest’ultimo reato contestato dai magistrati per il presunto uso a fini personali dell’Alfa Romeo 159 di proprietà del Comune di Norcia. Difeso dagli avvocati Luisa Di Curzio e Manlio Morcella, Alemanno ha sempre respinto tutte le accuse, dicendosi pronto a dimostrare la correttezza del proprio operato: martedì non è stato possibile parlare nuovamente con il sindaco perché impegnato in riunione fino a sera.

Gli altri indagati Il procuratore capo Alessandro Cannevale e i sostituti Patrizia Mattei e Michela Petrini, poi, hanno chiesto il processo anche per Maurizio Del Savio, all’epoca dei fatti direttore generale della Bcc, Maurizio Carnevale, oggi dg dell’istituto di credito, e Loretta Marucci, nel post sisma responsabile dell’area economico e finanziaria del Comune, difesi dagli avvocati David Brunelli, Bricca Lanfranco e Nicola di Mario. I pm vogliono procedere anche contro la Bcc di Spello e Bettona, rappresentata dall’avvocato Falcinelli. Tutti sono attesi in aula dal gup Paolo Mariotti alla metà di maggio insieme, eventualmente, alle parti offese del procedimento individuate tra cui Comune di Norcia e Regione Umbria.

Container Bcc e bando tesoreria L’inchiesta della procura di Spoleto scaturisce dall’autorizzazione considerata «illegittima» dagli inquirenti e rilasciata da Alemanno il 16 novembre 2016, quindi subito dopo il sisma, per l’installazione del prefabbricato della Bcc di Spello e Bettona, che «prima del terremoto non aveva sede a Norcia». Secondo l’ipotesi dei pm l’insediamento nel cuore del cratere del sisma avrebbe assicurato all’istituto di credito anche «la possibilità di accedere al bando per la tesoreria del Comune dal 2017 al 2021», che prevedeva tra i requisiti «l’apertura di uno sportello nel territorio di Norcia entro la data del 31 marzo 2017».

Le utilità  Le presunte utilità derivate per Alemanno sarebbero «l’apertura di un conto corrente» a nome del sindaco «inattivo e privo di accrediti ad esclusione – scrivono i magistrati – della concessione da parte della banca di un fido per 10 mila euro con un taeg del 4,06 per cento» che la procura considera «un tasso di favore, perché nettamente inferiore a quelli praticati nel periodo (8,97 per cento)». I magistrati considerano utilità anche «la proroga del fido temporaneo di conto corrente di 50 mila euro» in favore della società di cui all’epoca Alemanno era legale rappresentante autorizzato «su proposta e parere favorevole di Del Savio», oltreché «i molteplici vantaggi derivanti dall’acquisizione della qualità di socio della Bcc che il sindaco non avrebbe potuto ottenere in assenza dell’effettiva apertura della sede distaccata della banca a Norcia da lui stesso autorizzata».

Peculato Ai quattro indagati viene contestata la turbata libertà degli incanti in relazione al bando per la concessione del servizio di tesoreria comunale, mentre per il sindaco l’accusa di peculato deriva «dall’utilizzo per fini personali dell’Alfa Romeo 159 di proprietà del Comune» tra il dicembre dicembre 2018 e il gennaio 2019.

@chilodice

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