giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 02:44

Incendio Ponte San Giovanni, c’è un indagato per ‘gestione illecita dei rifiuti’

I sopralluoghi degli investigatori hanno fatto emergere gravi indizi di reato, mentre si indaga anche sull’ipotesi che l’incendio sia stato appiccato

©️Fabrizio Troccoli

di M.T.

L’incendio al centro di stoccaggio Biondi di Ponte San Giovanni, potrebbe continuare ad innescare micce: questa volta però di natura giudiziaria. Se infatti da un lato continuano le indagini, da parte della magistratura, per verificare l’ipotesi del dolo, dall’altro, nei fascicoli della procura perugina, sarebbe finito l’amministratore delegato dell’azienda Biondi Recuperi Ecologica, Daniel Mazzotti, con la grave accusa di gestione illecita di rifiuti. Lo scrive il Corriere dell’Umbria in un articolo a firma di Francesca Marruco e Alessandro Antonini, citando fonti investigative.

NELL’ARIA BENZENE 20 VOLTE SUPERIORE ALLA NORMA

La cronaca A convincere gli investigatori del fatto che ci siano gravi indizi di reato sulla gestione dei rifiuti in questo centro stoccaggio sono stati i sopralluoghi. Quello immediatamente successivo al rogo e quello di mercoledì. Dove sia i carabinieri del Noe, che quelli di Ponte San Giovanni, rimasti all’interno dell’azienda per lungo tempo insieme anche ai tecnici dell’Arpa e dell’Asl, si sarebbero accorti del fatto che qualcosa non quadra rispetto innanzitutto alla quantità delle ‘balle stoccate’ e alla varietà dei materiali che le compongono. Insomma l’ipotesi è che si siano mischiati rifiuti di vario genere e che se ne siano stoccati in misura maggiore rispetto a quella autorizzata. Si indaga anche sulla gestione vera e propria della piattaforma e cioè sulla collocazione nell’area predisposta allo stoccaggio di materiali non idonei. A coordinare le attività di indagine c’è il procuratore capo Luigi De Ficchy e il sostituto procuratore Laura Reale. Altre indagini riguardano invece l’ipotesi che qualcuno abbia appiccato volontariamente il fuoco. Per passare dal sospetto agli indizi, si è al vaglio di alcune immagini delle videocamere posizionate in quest’area di Balanzano, nella periferia perugina. Per ora resta una ipotesi priva di alcun elemento sostanziale ma che da ambienti investigativi è considerata non remota.

I commenti sono chiusi.