mercoledì 20 marzo - Aggiornato alle 18:59

Incendio, l’analisi di Arpa: picchi di diossine. Si valutano ulteriori misure per i lavoratori della zona

Dati inviati a Comune, Regione e Usl: sopa la media idrocarburi e Pcb. Continuano i monitoraggi su acque e terreni. Cecchini: «Controlli annuali»

L'incendio visto dall'alto

di Daniele Bovi

Un picco nei valori delle diossine registrato nella giornata di domenica e nella mattinata di lunedì, poi un rientro nella normalità anche grazie alle particolari condizioni meteo. Sono questi alcuni dei principali risultati emersi grazie alle analisi fatte da Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) in seguito all’incendio scoppiato domenica alla «Biondi recuperi» di Ponte San Giovanni. Intorno alle 17 di giovedì Arpa ha spedito il dossier a Comune di Perugia, Regione e Usl, che poi nella giornata di venerdì, una volta letti i numeri, dovranno valutare la situazione e capire il da farsi. Arpa ha comunicato tutti i dati finora messi insieme, compresi quelli relativi alle diossine che, inevitabilmente, hanno fatto registrare valori molto alti tra domenica e lunedì, con un rientro alla normalità martedì.

FOTOGALLERY: IL ROGO DAL CIELO

L’analisi di Arpa Oltre la media anche quelli che riguardano i Pcb, cioè i policlorobifenili e gli Ipa, cioè gli idrocarburi policiclici aromatici. Grazie al vento e alla pioggia di mercoledì poi è stata notata un ulteriore abbassamento dei valori. Quella di Arpa comunque al momento è una relazione intermedia: nelle prossime ore infatti andranno avanti i campionamenti lungo le direttrici del vento (principalmente soffiato verso Ponte Valleceppi e Ponte San Giovanni), tanto che tra il fine settimana e la giornata di lunedì si potrà avere un quadro completo della situazione. Il monitoraggio ovviamente riguarderà anche le acque e i terreni intorno all’area dell’incendio, e nelle prossime ore andranno valutate con attenzione proprio le conseguenze del rogo sui terreni circostanti.

FOTO: IL ROGO E LA COLONNA DI FUMO

No allarmismi Di sicuro Usl, Comune e Regione vogliono evitare allarmismi tanto che venerdì è l’Usl a emettere una nota sui nuovi numeri cercando di inquadrarli e di spiegarli, evitando così quanto successo nelle scorse ore con il dato, riferito in modo secco, sul benzene trovato in quantità venti volte superiori alla norma. Parla infatti di «una sostanziale normalizzazione dei parametri di qualità dell’aria (Pm10, Diossine e Pcb, Ipa, metalli, benzene, Stirene, No2, Co)», spiega poi che «a oggi non sussistono più le problematiche di inquinamento aereo. Tuttavia, laddove non ancora attuato, si ricorda l’importanza di procedere a un intervento straordinario di manutenzione, pulizia e/o sostituzione dei sistemi di filtrazione destinati al ricambio dell’aria di ambienti di vita e di lavoro, nonché ad una accurata pulizia dei relativi locali» . «L’attenzione – scrive ancora in una nota la Usl Umbria 1 – si sta rivolgendo soprattutto verso le ricadute a terra degli inquinanti e in tal senso sono in corso accertamenti volti a determinare il contenuto di Pcb, Ipa, diossine e di alcuni metalli pesanti, su campioni di latte bovino, di uova, di vegetali a foglia larga (bietole e rape) e di fieno destinato all’alimentazione animale. Nel contempo sono anche in atto indagini ambientali riguardanti l’inquinamento da prodotti di combustione all’interno del sito produttivo interessato dall’incendio e nelle aziende più prossime, per valutare ulteriori aspetti di tutela riguardanti soprattutto i lavoratori. In attesa dei risultati di tali accertamenti e fino a nuova comunicazione, nei territori interessati si raccomanda pertanto la puntuale osservanza delle disposizioni cautelative: consumo di prodotti alimentari coltivati solo dopo accurato lavaggio e possibilmente sbucciandoli, divieto di consumo dei prodotti coltivati nell’area individuata, da parte dei soggetti più a rischio, come bambini, donne in gravidanza e in allattamento, divieto di raccolta e consumo di funghi, divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile e all’utilizzo dei foraggi destinati agli animali».

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L’audizione Venerdì è stato anche il giorno in cui la Seconda commissione del consiglio regionale ha ascoltato l’assessore Fernanda Cecchini, che ha confermato l’assenza a oggi di inquinamento aereo e la necessità di manutenzione, pulizia o sostituzione dei sistemi di filtrazione destinati al ricambio dell’aria. Nelle prossime ore poi continueranno ad andare avanti i monitoraggi, compresi quelli su diossine e alcuni metalli pesanti su campioni di latte bovino, uova e vegetali. Cecchini ha anche ribadito che le autorizzazioni sono in regola e che nell’impianto vengono fatte sostanzialmente tre cose, oltre al recupero dei metalli: stoccaggio dei rifiuti destinati al recupero, raggruppamento prima di essere smaltiti e deposito. La capacità massima di trattamento annuale è di 147.570 tonnellate, mentre quella istantanea di 10 mila tonnellate, delle quali 8.640 di rifiuti non pericolosi (carta, plastica, vetro, tessili, metalli ingombranti, Raee, legno, rifiuti da costruzione e demolizione) e 1.396 tonnellate di rifiuti pericolosi (Raee e veicoli fuori uso).

VIDEO: PARLA L’ARPA

I controlli Quanto alle autorizzazioni, quella del 2011 aveva sostituito l’ordinaria e la ‘semplificata’ per una capacità massima di trattamento annuale pari a 271 mila tonnellate (istantanea di 17 mila). «Pertanto – è stato detto venerdì – il riesame dell’autorizzazione ha ridotto sensibilmente le quantità in precedenza autorizzate sulla stessa area e per le stesse tipologie di rifiuto». Parlando dei controlli, l’assessore ha spiegato che l’azienda, essendo sottoposto ad Autorizzazione integrata ambientale, ogni anno deve inviare i risultati degli autocontrolli, mentre Arpa svolge ispezioni annuali (l’ultima nel novembre 2018 verificando la conformità degli scarichi idrici ai valori limite). Giovedì poi sono state adottate delle misure complementari per obbligare il gestore a mantenere l’interruzione dello scarico, caratterizzare le acque e smaltirle tramite impianti autorizzati, rimuovere i rifiuti derivanti dall’incendio ed effettuare indagini preliminari per verificare eventuali contaminazioni del suolo.

Twitter @DanieleBovi

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