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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 20:23

Imprenditore trovato con tesoro di beni culturali rubati, c’è anche una Bolla papale

Perugino indagato per ricettazione coi due presunti fornitori di Gubbio e Spoleto. Ecco cosa custodiva tra la sede dell’azienda e casa

Uno de documenti recuperati

C’è anche una bolla papale datata 1749 sparita in data imprecisata dalla Collegiata di San Michele Arcangelo di Bevagna e un rarissimo quartino di Benedetto XIV coniato a Gubbio nel 1790 tra i beni culturali sequestrati a un imprenditore settantasettenne perugino, P.F. le sue iniziali, che ora deve rispondere dell’accusa di ricettazione. Indagati a piede libero per lo stesso reato anche due soggetti che per la procura di Perugia sono i fornitori del materiale storico pubblico, ossia un quarantaduenne eugubino, R.L. le sue iniziali, e un sessantatreenne spoletino, B.R. le sue iniziali, già noto per altre vicende legate al commercio di oggetti di dubbia provenienza.

Volumi storici nella sede dell’azienda Le indagini sono state eseguite dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale che, per la valutazione del tesoro trovato tra le sede dell’impresa e l’abitazione dell’anziano imprenditore, si sono avvalsi anche del personale della Soprintendenza. A dare input alle indagini è stato un controllo fiscale della fiamme gialle a carico dell’azienda di cui il settantasettenne è titolare, dove le fiamme gialle hanno notato una serie di libri antichi ordinatamente riposti sugli scaffali e chiesto quindi l’intervento degli esperti per una prima valutazione. L’accertamento ha permesso di verificare subito che i volumi in questione appartenevano a fondi bibliografici pubblici in virtù delle annotazioni ed ex libris riscontrate. Dopodiché la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti ha confermato che i testi in questione erano stati censiti tra quelli spariti e quindi da ricercare.

Anche una Bolla papale Subito sono stati così sottoposti a sequestro una Bolla in pergamena datata 1749 di Papa Benedetto XIV e una Lettera datata 1787 del Vescovo di Spoleto Francesco Maria Locatelli, entrambe provenienti dalla Collegiata di San Michele Arcangelo di Bevagna e sottratte in data imprecisata. Nella sede dell’impresa perugina è stato recuperato anche un dizionario geografico portatile, tomo II, risalente al secolo XVIII e risultato rubato nel 1987 dalla Biblioteca nazionale di Zagabria, più 21 volumi, editi a Venezia nel 1820, costituenti la raccolta libraria Le opere di Buffon, dove gli investigatori hanno trovato abrase le originali annotazioni dei fondi bibliografici di appartenenza.

A casa altro tesoro Da qui è scaturita la perquisizione domiciliare a carico dell’anziano imprenditore dove sono stati sequestrati altri beni culturali che per gli inquirenti erano illecitamente detenuti. Tra qusti numerosi libri antichi a stampa del XVIII e XIX secolo sottratti dalla Biblioteca Queriniana di Brescia e 54 manufatti archeologici di varia tipologia foggia e materiale, tutti autentici, provenienti da scavi clandestini compiuti in aree del centro Italia, fra cui braccialetti e monili in metallo; vasi, piatti, coppe, statuette e lucerne votive in terracotta. Nel tesoretto del settantasettenne perugino anche 250 monete antiche, databili fra il IV e il III secolo a.C., tra cui il rarissimo quartino di Benedetto XIV coniato a Gubbio con tipologia utilizzata esclusivamente nel primo anno di pontificato (1740) non documentato nelle collezioni pubbliche della Regione, come spiegato ai carabinieri dal numismatico di cui si sono avvalsi per le valutazioni.

 

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