mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 07:28

Hashish dalla Spagna all’Italia: arrestati anche due umbri, uno è pensionato

Otto arresti e sei obblighi di dimora nell’indagine Barbablu dell’Antimafia: l’anziano fermato in auto con 80 mila euro in contanti

Un carabiniere al lavoro (foto ©Fabrizio Troccoli)

Ci sono anche due umbri tra gli otto arrestati all’alba di mercoledì dai carabinieri di Genova che, coordinati dal sostituto procuratore della Dda Federico Manotti, hanno sgomitato un traffico di hashish. Ai domiciliari sono finiti Ivan Maragno, 78 anni, di Città di Castello, e Francesco Baldicchi, 51 anni, di San Giustino, mentre altre sei persone sono finite in carcere e per altrettante il gip Alessia Solombrino ha disposto  l’obbligo di dimora con divieto di allontanamento dalla propria abitazione. Nell’ambito dell’indagine Barbablu, così è stata ribattezza, avviata nel febbraio 2018, i militari hanno sequestrato complessivamente oltre 98 chilogrammi di hashish, 21 grammi di cocaina e quasi 80 mila euro in contanti. 

A dare input all’inchiesta è stato un incontro a cui gli inquirenti, impegnati all’epoca in altre indagini, hanno assistito nel quartiere di Sestri Ponente del capoluogo ligure, per la consegna di una campionatura di hashish importata via terra dalla Spagna. La consegna della droga, hanno ricostruito i militari dell’Arma, era finalizzata a permettere a due genovesi che l’hanno ricevuta, entrambi noti negli ambienti del narcotraffico, di valutarla ai fini di un acquisto successivo, considerato di consistente valore. Gli accertamenti scaturiti dall’incontro hanno permesso agli inquirenti di portare alla luce una rete di soggetti, in prevalenza italiani, dediti allo smercio di ingenti quantitativi di hashish da distribuire a Genova e in provincia.

L’hashish prima di essere distribuito sul territorio, emerge dall’indagine Barbablu, veniva stoccato all’interno di garage e magazzini cittadini, sempre differenti per eludere i controlli. Per quanto riguarda i due umbri, a carico dei quali sono scattati gli arresti domiciliari, sono accusati di comportamenti idonei e diretti ad acquistare ingenti quantitativi di hashish. Tra il dicembre 2018 e il giugno 2019 i carabinieri hanno assistito ad almeno cinque incontri conclusosi con lo scambio di buste di nylon che i genovesi hanno consegnato agli umbri. L’ipotesi che le buste potessero contenere il denaro necessario per l’acquisto dell’hashish da parte degli umbri per conto dei genovesi è stata confermata nel giungo scorso, quando a carico di Maragno è scattato il controllo mentre era a bordo della propria vettura dopo uno degli incontri ed è stato trovato in possesso di 80 mila euro suddivisa in otto mazzette riposte in sacchetti di nylon.

Nell’ambito delle indagini è anche emerso come uno degli arrestati, si tratta di uno sloveno portato in carcere all’alba, non abbia esitato a pestare e puntare una pistola contro il garante di una partita di droga proveniente dalla Spagna ma mai arrivata. Dopo le botte l’aggressore si è fatto consegnare la macchina intestata alla madre della vittima, una Mercedes Classe A a bordo della quale, a distanza di un mese dall’episodio violento, è stato arrestato in flagranza di reato poiché trovato con 5 chili di hashish di cui aveva provato a disfarsi lanciandoli dall’abitacolo prima di essere fermato dai carabinieri.

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