lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 01:05

Gubbio, una lettrice: «A scuola due bambini discriminati. Ecco cosa fece il sindaco Ercoli»

Due bambini lasciati a piedi dal pulmino mentre gli altri salgono. La mamma: «Ci vogliono imporre quale scuola scegliere»

Gubbio

di MA.T.

Una lettrice scrive alla redazione per raccontare la propria disavventura «con il Comune di Gubbio».
«Abito in una frazione del comune di Gubbio, Colpalombo, ho una bimba di 7 anni, il paese è piccolo e non esistono scuole, la scuola più vicina è a Carbonesca (3 km) e una seconda scuola a Casacastalda (6 km) ma, facente parte di un altro comune e cioè quello di Valfabbrica». La lettera inizia così e il suo sviluppo racconta una vicenda che ha visto questa donna ed anche una sua amica che firma la stessa lettera, scegliere la scuola più lontana per i propri figli al costo di una «discriminazione». Ovvero a causa di questo trasferimento – negli scritti della donna – graverebbe su queste due mamme il pesante costo di vedersi condizionate nella libertà.

Ancora la lettera «La scuola di Carbonesca ha un piccolo asilo che per mantenerlo in piedi  – è scritto nella lettera – il comune si è dovuto inventare un nido, cioè accoglie i bambini dall’età di 2 anni, pur non avendo nè una struttura nè degli insegnanti idonei a svolgere questo tipo di lavoro. Poi ha una scuola primaria composta complessivamente da 13 bambini in 4 classi (pluriclasse), la quinta non esiste. (Vi ricordo che la legge Gelmini dice che il numero minimo per una scuola è 18 bambini). Mia figlia ha frequentato l’asilo per tre anni a Carbonesca, arrivato il momento di iscriverla alle primarie ho optato per la scuola di Casacastalda (pensando che fosse un mio diritto scegliere per il bene e l’istruzione di mia figlia).
Non ho scelto Carbonesca per vari motivi, che penso siano logici e accettabili, tra i primi perchè mia figlia non si trovava bene in quella scuola e perchè 13 bimbi tutti insieme dalla prima alla quinta non la trovo una situazione adatta ad un bimbo che deve avere le prime nozioni».

Il costo salato La storia si intreccia con altre storie simili, di altri genitori che hanno fatto la stessa scelta, i cui figli però «vengono lasciati a piedi». «Non sono nè la prima nè l’ultima – scrive ancora la lettrice –  che ha fatto queste scelte ma a me sono state fatte pagare molto salate. Nel frattempo una mia amica che aveva il figlio in seconda (sa che scrivo questa e-mail e firma con me), lo ha dovuto togliere e iscriverlo a Casacastalda perchè il bimbo si rifiutava di andare a scuola, e seguita pure da logopedisti lo ha spostato in quanto da parte degli insegnanti di Carbonesca non c’era nessun tipo di aiuto a convincere il bimbo ad andare a scuola. Altri bambini della stesa frazione di Carbonesca hanno frequentato la scuola primaria a Casacastalda ed usufruito del servizio del trasporto scolastico ma, noi siamo del paese vicino a Carbonesca».

Le peripezie Un fulmine a ciel sereno, per questa mamma, sembra essere stata la comunicazione con cui viene informata dell’impossibilità per suo figlio di essere accompagnata con il bus. «Tutto cio’ è iniziato nel 2010, i bambini hanno iniziato l’anno scolastico nella nuova scuola e prendevano tranquillamente il pulmino, il 13 ottobre 2010 (non dimentichero’ mai questa data), è iniziato il nostro inferno. Sono al lavoro e vengo contattata dalla preside della scuola di Casacastalda e mi dice che sono arrivate minacce, denunce lettere e quant’altro da parte della proloco di Carbonesca e dalle mamme e quindi dopo aver parlato anche con il comune di Gubbio si vedono costretti da quel giorno a interrompere il servizio del trasporto scolastico. Ci informiamo con il comune di Gubbio e a brutto muso e con maleducazione mi viene detto che non ho diritto al pulmino perchè non c’è nessun nulla osta per il passaggio da comune a comune e che dobbiamo riportare i nostri figli a Carbonesca perchè altrimenti la scuola è a rischio chiusura».

L’incontro con Ercoli Dall’incontro arriverebbe la conferma dell’impossibilità del trasporto per la bambina. La donna scrive che sarebbe stata proprio il sindaco Maria Cristina Ercoli a dire che «i due bimbi non devono salirci». «Dopo tanto – continua la lettera – riusciamo ad avere un appuntamento con il sindaco del momento (M.C.Ercoli) ma, la sua risposta è sempre quella, riportare i bimbi a Carbonesca, ci dice che lei ha investito tanto in quella scuola e che non puo’ permettersi che chiuda e che se i bimbi di Carbonesca hanno usufruito del pulmino per ben 5 anni non gliene importa, i due bimbi non devono salirci. Ci ha detto di motivare il cambiamento di scuola e forse se valido ci avrebbe aiutato, ma, le mamme di Carbonesca erano arrabbiatissime e non poteva andare contro la loro volontà».

Le due mamme non si arrendono. Sarebbero continuate a lungo le peripezie delle due mamme: «Abbiamo con tanta pazienza e con documenti del centro infanzia motivato la nostra scelta – è scritto nella lettera -, protocollate mille richieste e tante altre, (addirittura abbiamo sentito dei legali, abbiamo fatto degli articoli su dei quotidiani umbri), ma nessuna risposta scritta c’è mai stata data da parte dell’ente nonostante i protocolli, dopo vari insediamenti al comune siamo riuscite ad avere una risposta verbale: niente pulmino. Con tanta pazienza e tanti sacrifici (perchè purtroppo non siamo casalinghe), abbiamo continuato a portare i bimbi a scuola con i nostri mezzi e con l’aiuto di familiari e amici».

Cambia la giunta a Gubbio L’andazzo sembra cambiare ma solo per poco. «Nel frattempo – ancora la lettera – entra una nuova giunta in comune. Inizia un altro anno scolastico, rifacciamo le domande per il pulmino e, sembra che tutto vada bene. Il pulmino di Casacastalda torna a Colpalombo, carica i 2 bambini delle primarie e i bambini di Colpalombo e Carbonesca che frequentano le medie a Casacastalda (a Carbonesca le medie non ci sono). Dopo una settimana : si ricomincia! Il pulmino passa davanti le nostre case, salgono tutti i bambini meno i due bambini in questione che non riescono a tutt’oggi a capire perchè vengono discriminati. Ritorniamo in comune e ci viene detto che purtroppo hanno ricevuto una lettera da parte del presidente della proloco di Carbonesca che gli vieta di far salire questi 2 bambini e di pensare a spostare nuovamente i bambini. I ns bambini vanno a scuola felici e contenti e hanno risultati positivi ma , nella scuola da noi scelta e non in quella che ci vuole imporre il comune. Ci arrendiamo per il pulmino sperando che prima o poi giustizia sarà fatta. Le domande che però ancora oggi ci poniamo sono: Come si fa a far rimanere in piedi una scuola con 13 bambini che ha pure una struttura a nostro avviso poco adatta? Che costo ha quesa operazione per il nostro comune? E perchè era cosi importante per la signora Ercoli far rimanere aperta questa scuola? E come si può nel 2012 essere razzisti? Questi due bambini ancora non riescono a capire perche’ i loro amici salgono sul pulmino tutte le mattine e loro non possono. Grazie alla signora Ercoli e alla pro loco di Carbonesca e tutte le mamme annesse».

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