martedì 28 gennaio - Aggiornato alle 15:52

Gli trovano due telefonini in cella: detenuto tenta il suicidio, poi aggredisce agente

Nuovo episodio critico nel carcere di Capanne dopo che i poliziotti hanno rinvenuto anche uno smartphone

Il carcere di Perugia Capanne

Tenta di togliersi la vita dopo che gli trovano due telefonini in cella poi aggredisce un agente. Nuovo episodio critico all’interno del carcere di Capanne (Perugia) dove, martedì mattina, durante una perquisizione alla sezione 2b, dove il regime detentivo è aperto, i poliziotti della penitenziaria hanno rinvenuto due cellulari, compreso uno smartphone di ultima generazione.

A denunciare l’accaduto è Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe, che spiega come i telefonini «sono stati trovati nella grata della cella, in cui sono detenuti due italiani, uno dei quali è stato accusato dell’illecito». Dopo l’episodio, il recluso ha tentato di togliersi la vita, «cercando di impiccarsi, ma per fortuna è stato soccorso e messo in salvo» ha spiegato il sindacalista, aggiungendo che gli era stato assegnato un «sovrintendente della polizia penitenziaria per osservarlo a vista, ma dopo circa mezz’ora e senza nessun motivo specifico, si  si è scagliato contro l’agente colpendolo alla faccia». Il poliziotto è stato accompagnato in ospedale dove si trova tuttora per le cure del caso. A intervenire sulla vicenda anche Donato Capace, segretario nazionale del Sappe, secondo cui è  «solamente grazie agli agenti se la situazione, seppur grave e critica, non degenera, malgrado siano sotto organico, oltreché non retribuiti degnamente, con poca formazione e aggiornamento professionale, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le nove ore di servizio, senza strumenti idonei a garantire la loro stessa incolumità fisica».

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