mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:29

Gesenu, notificata interdittiva antimafia per gli affari in Sicilia. Possibile commissariamento

Un camion per la raccolta

La prefettura di Perugia ha notificato una misura interdittiva antimafia a Gesenu. Si tratta di una misura a carattere preventivo e prescinde dall’accertamento di singole responsabilità penali nei confronti di soggetti che hanno rapporti con la pubblica amministrazione, ma di fatto esclude Gesenu dalla possibilità di partecipare agli appalti pubblici. Il provvedimento, si fonda sugli accertamenti compiuti dai differenti organi di polizia valutati dal prefetto competente territorialmente, arriva in un periodo mai così nero per Gesenu, dopo l’inchiesta Antimafia della Dda di Perugia in cui viene ipotizzato un traffico e smaltimento illecito di rifiuti, con 16 indagati. La notizia è riportata stamani da alcuni giornali locali.

Interdittiva antimafia In questo caso, la misura presa dal prefetto Antonella De Miro (a cui lunedì il consiglio comunale di Reggio Emilia ha deliberato all’unanimità il conferimento dell’onoreficenza per il suo impegno a favore della legalità e contro le mafie su proposta del direttore generale di Arpa Umbria Walter Ganapini) si basa sugli affari siciliani della Gesenu, e non ha nulla a che vedere con l’inchiesta umbra, ma certamente influirà in maniera determinante per il futuro dell’azienda. In particolare, Gesenu è finita interdetta  a partecipare agli appalti pubblici per i suoi interessi nel consorzio Simco di Catania e TirrenoAmbiente a Messina. Lo stesso consorzio Simco, costituito da quattro società, è stato colpito da una interdittiva antimafia dalla prefettura catanese nel maggio scorso, ed è stato a quel punto che la prefettura catanese ha segnalato il tutto a quella di Perugia.

TUTTO SULL’INCHIESTA RIFIUTI

Manodopera in odor di mafia assunta da Gesenu La decisione, notificata lunedì ai vertici di Gesenu,  prende le mosse dal provvedimento antimafia che inizialmente è stato notificato alla società Oikos, che faceva parte di Simco (di cui fa parte anche Gesenu), per rapporti economici ritenuti vicini ad ambienti criminali mafiosi. Simco estromette Oikos dal consorzio ma non basta e il prefetto di Catania conferma l’interdittiva mafiosa anche perché, come indicato nelle motivazioni, tra gli assunti di Gesenu, ci sono parecchi pregiudicati, anche con precedenti mafiosi.

Siciliane e soci private È da lì che parte l’istruttoria che il prefetto di ferro Antonella De Miro porta avanti per qualche mese. E il verdetto, che di fatto indica il pericolo di possibili infiltrazioni mafiose e per questo ne dispone il divieto di partecipare ad appalti pubblici, si fonda non solo sui legami di Gesenu con le siciliane, ma anche per l’esistenza di soci privati che – visto l’esito dell’istruttoria della prefettura – rischiano di creare problemi all’azienda.

Commissariamento Tra le possibilità conseguenti anche quella di un provvedimento senza precedenti a Perugia, ovvero il commissariamento dell’azienda da parte della stessa prefettura. La notizia è arrivata, come ovvio, a Palazzo dei Priori (il Comune di Perugia è socio al 45 per cento di Gesenu) e ci sarebbero state diverse riunioni nelle ultime ore per gestire quella che sembra assolutamente una crisi senza precedenti per l’azienda di raccolta rifiuti. Intanto, anche se il commissariamento appare il naturale passo successivo, il prefetto di Perugia Antonella De Miro potrebbe concertare come misura straordinaria il proseguimento della raccolta di rifiuti con il presidente dell’Anac Raffaele Cantone.

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