lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 03:04

Gesenu, interdittiva antimafia anche per la Ecoimpianti guidata da Sassaroli

Forestale alla Gesenu

Mentre in seno a Gesenu si sta consumando il braccio di ferro tra soci pubblici, che spingono per le dimissioni dei vertici, e soci privati, che resistono, sul gruppo che gestisce la raccolta e lo smaltimento rifiuti in buona parte dell’Umbria e in diverse altre parti d’Italia piove un’ennesima tegola pesante. La scure del prefetto Antonella De Miro cala, infatti, su un’altra partecipata. Secondo quanto riportano alcuni quotidiani, venerdì è stata firmata l’interdittiva antimafia anche per la Ecoimpianti, società partecipata al 100% che gestisce la raccolta di rifiuti in una quindicina di comuni in Sardegna.

LE PRIME PERQUISIZIONI DELL’INDAGINE

Commissario in arrivo La Ecoimpianti ha la medesima sede di Gesenu, a Perugia, e il suo amministratore unico è Giuseppe Sassaroli, uno dei dirigenti indagati nell’inchiesta del sostituto procuratore Valentina Manuali per la Dda. L’interdittiva precisa che Sassaroli riveste molteplici ruoli nel gruppo (è anche consigliere della Tsa) tanto che per Ecoimpianti «non percepisce alcun compenso aggiuntivo». La scalata di Gesenu nella Ecoimpianti parte nel 2006, quando la società si chiamava ancora Ecoss e Gesenu ne deteneva il 46%, passando poi al 51% nel 2009 e al 100% l’anno successivo acquistando quote dalla San Germano srl. Ovvio che l’interdittiva, un provvedimento preventivo, pone sotto la lente del prefetto gli appalti di un altro tassello del puzzle societario del gruppo Gesenu. E anche per Ecoimpianti, così come per le altre, potrebbe arrivare presto un commissario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.