giovedì 19 settembre - Aggiornato alle 00:57

Furto e ricettazione, ritrovata in Umbria una scultura rubata a Venezia nel 1966

Restituita alla chiesa di Santa Maria di Campagna Lupia l’antichissima opera in legno denominata ‘Pietà’

Foto archivio U24

Incredibile ma vero, dopo ben 53 anni, i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Venezia, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terni, hanno individuato e recuperato un’antichissima scultura lignea del XIV secolo, denominata ‘Pietà’, asportata nel periodo compreso tra il 15 e il 17 agosto del 1966 dalla chiesa del XIII secolo di Santa Maria di Lugo a Campagna Lupia (in provincia di Venezia). L’opera è stata rinvenuta  nell’ambito di un’ampia indagine tesa a prevenire e a contrastare il commercio di beni culturali di provenienza illecita, svolta con l’ausilio della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti.

Furto nel 1966 A distanza di oltre mezzo secolo, il prezioso simulacro mariano è tornato nella chiesa d’origine, dopo chissà quale giro sul mercato internazionale. A seguito di mirate indagini, i militari hanno individuato sul mercato antiquariale alcune opere d’arte sacra. I successivi accertamenti e controlli effettuati anche attraverso esami tecnici su base fotografica con la consulenza di storici dell’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Padova competente sul territorio di Campagna Lupia, hanno permesso di stabilire che una delle opere controllate, poteva avere una similitudine con una analoga opera scultorea trafugata dalla chiesa di Santa Maria di Lugo. Sulla scorta di tali conferme fotografiche, sono state così avviate ulteriori indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terni che delegava una perquisizione locale, a carico di un privato residente in Umbria possessore del gruppo scultoreo, nel corso della quale veniva individuata e sequestrata la scultura.

In Umbria la scultura rubata a Venezia I successivi accertamenti, hanno confermato in maniera inconfutabile ed incontrovertibile la perfetta corrispondenza dell’opera sequestrata con quella trafugata nel lontano 1966. Dopo il furto e la ricettazione della scultura, la stessa ha avuto diversi passaggi di proprietà che hanno interessato diverse regioni italiane fino alla sua ultima destinazione, il Centro Italia, dove è stata individuata e recuperata. Visto il tempo trascorso dal furto non si può escludere che l’opera abbia avuto anche eventuali passaggi su mercati internazionali, considerato che tale la tipologia iconografica è ampiamente diffusa e apprezzata in tutta Europa. Il valore storico artistico e culturale e soprattutto religioso del gruppo scultoreo recuperato al patrimonio culturale nazionale e alla venerazione pubblica naturalmente è inestimabile, ma può essere complessivamente indicato in termini economici in circa 450.000 euro.

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