mercoledì 20 marzo - Aggiornato alle 18:29

Funerali in chiesa per il boss della mafia morto a Perugia. Il prete di Palermo: «Diceva sempre il rosario»

Il ‘fratello Tommaso’ ricordato anche ieri durante la messa. Spadaro si è laureato in carcere a Spoleto con una tesi su Gandhi

Un fotogramma del video pubblicato da Repubblica.it

di En.Ber.

I funerali del capomafia Tommaso Spadaro, morto un mese fa a Perugia all’età di 82 anni mentre stava scontando gli arresti domiciliari, erano già stati celebrati nella chiesa del cimitero palermitano di Sant’Orsola. Ieri, invece, nella chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, nel cuore del capoluogo siciliano, si è svolta una funzione solenne officiata da padre Mario Frittitta, arrestato negli anni Novanta e poi assolto per aver detto messa nel covo del latitante Aglieri. Lo scrive Salvo Palazzolo su Repubblica.it pubblicando un video in cui il sacerdote lo avverte: «Stia attento, lei la paga». Il giornalista sottolinea che le esequie erano comunque state vietate dal questore Renato Cortese.

«Diceva sempre il rosario» Secondo Frate Angelo Licalzi, il cappellano del cimitero di Sant’Orsola che ha celebrato il funerale di Spataro – condannato a 30 anni per essere stato il mandante dell’omicidio del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella, assassinato nel 1981 – il boss si era pentito e «ogni giorno diceva il rosario». Spataro non ha mai collaborato con i magistrati. Nel 2010, durante la detenzione a Spoleto, il boss della Kalsa si è laureato in Filosofia con il massimo dei voti discutendo una tesi intitolata «La non violenza e i fondamenti della religione di Gandhi». Il primo magistrato che lo arrestò per contrabbando di sigarette fu Giovanni Falcone.

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